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Obama difende il Tpp

· Appello al Congresso ·

Obama torna a premere per l’approvazione dell’accordo commerciale con i Paesi del Pacifico, Trans Pacific Partnership. L’accordo è stato firmato ma aspetta il varo del Congresso statunitense.

Il Tpp riunisce 12 Paesi che rappresentano quasi il 40 per cento dell’economia globale

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama (Reuters)

In un editoriale sul «Washington Post», il presidente americano ha chiesto un via libera da parte di tutte le forze politiche, sostenendo che «costruire muri per isolarsi dall’economia globale in realtà isolerebbe dalle opportunità incredibili che questa offre». L’Amministrazione sta lavorando con i leader del Congresso per un via libera bipartisan all’intesa, nella consapevolezza che più tempo trascorre, più difficile sarà far approvare il Tpp. Il mondo è cambiato e le regole stanno cambiando. Il punto è che, ha sottolineato Obama, «gli Stati Uniti, non la Cina, dovrebbero riscriverle».

Se l’accordo non sarà approvato, i prodotti americani continueranno a dover fare i conti con dazi elevati e altre barriere commerciali nell’area. «Le aziende americane saranno meno competitive sui mercati asiatici» ha spiegato Obama, precisando che «se l’accordo non sarà approvato le imprese americane perderanno l’occasione di competere con le aziende di altri Paesi sulla base di regole uguali per tutti». Il presidente ha detto di capire lo scetticismo sugli accordi commerciali, ammettendo che sia vivo «soprattutto nelle comunità in cui gli effetti dell’automazione e della globalizzazione si sono già fatti sentire in modo duro».

L’argomento più battuto è proprio il ruolo della Cina. Obama usa parole forti: «Pechino sta negoziando un accordo commerciale con cui potrebbe spartirsi alcuni dei mercati in più rapida crescita in tutto il mondo a spese degli Stati Uniti, mettendo posti di lavoro americani, le imprese e le merci a rischio».

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