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Obama dà fiducia a Merkel e dice che l’Europa ce la farà

· La crisi dei debiti sovrani al centro del vertice di Washington ·

La situazione «è dura e complicata», ma con la leadership della Germania e di altri grandi Paesi europei, l’euro zona ce la farà a uscire dalla crisi, anche se sarà lungo e difficile. Ma non si può correre il rischio «di mettere in pericolo la ripresa economica globale», abbandonando paesi come la Grecia a sé stessi. Questo il messaggio lanciato ieri dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel corso di una conferenza stampa congiunta, a Washington, con il cancelliere tedesco, Angela Merkel. La situazione dell’economia mondiale e le difficoltà europee legate ai debiti sovrani sono state i principali argomenti sul tavolo. Dal leader di Berlino, che nelle scorse settimane si era mostrata piuttosto scettica sull’approvazione di un nuovo piano di aiuti ad Atene, è giunta un’inattesa apertura agli aiuti.

«Sono fiducioso che la leadership della Germania, insieme con altri attori chiave in Europa, traccerà il sentiero che porterà di nuovo la Grecia alla crescita — ha detto Obama — che renderà il suo debito più facile da gestire». Ma ci vorrà pazienza — ha aggiunto Obama — «e occorrerà un certo tempo, e ci siamo impegnati a cooperare appieno per risolvere questi problemi sia a livello bilaterale ma anche attraverso le istituzioni internazionali e finanziarie come l’Fmi». Sul piano interno, il presidente americano ha escluso un ripetersi della crisi del 2008, la peggiore dalla Grande Depressione del 1929, ma ha riconosciuto che crescita e soprattutto creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti non vanno ai ritmi che lui avrebbe auspicato dopo l’avvio di una serie di misure di rilancio.

Il cancelliere Merkel ha detto che in Europa si è «totalmente consapevoli della responsabilità per l’economia globale» anche perché «attraverso la crisi finanziaria ed economica globale ci siamo accorti quanto siamo interdipendenti; abbiamo visto — ha aggiunto — che la stabilità dell’euro nel suo insieme verrà anche influenzata se un Paese è in difficoltà, ed è proprio questo il tema di questa assistenza».

Obama ha inoltre confermato la volontà statunitense di lavorare con i Paesi europei, visto che tutti si trovano sulla stessa barca. «Chi controlla il debito greco — ha detto l’inquilino della Casa Bianca — dovrà prendere una serie di decisioni, lavorare con i Paesi europei nella zona euro». E poi, rivolgendosi proprio alla Germania, Obama ha detto: «Saremo lì per voi; è nostro interesse appoggiarvi».

Dal Vecchio Continente non arrivano buone notizia. Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schäuble, ha avvertito la Grecia che, senza l’arrivo di nuovi aiuti, rischia seriamente di finire insolvente. «C’è il vero rischio — ha detto il ministro in un’intervista — che si realizzi la prima insolvenza non coordinata di uno stato dell’euro zona». Per evitarlo occorre un «sostanziale» aumento degli aiuti internazionali e serve la partecipazione al salvataggio dei creditori privati.

Intanto, ieri, la Commissione europea ha reso noto le proprie raccomandazioni in rapporto ai programmi di convergenza e stabilità presentati dai Governi dell’Unione. Gli analisti si domandano se, adesso, i consigli saranno ascoltati. «La palla è nel campo dei Governi» ha ammesso il presidente della Commissione, José Manuel Durão Barroso, ricordando che in Consiglio è stato preso «al massimo livello» l’impegno a rispettare le indicazioni. Si tratta di misure «oggettive, fatte su misura e concrete» secondo Barroso. Ma saranno i Governi a decidere se metterle in pratica. Unica sanzione prevista, quella politica. Barroso ha osservato che «molti» dei ventisette programmi «non sono abbastanza ambiziosi» nelle politiche per «occupazione, ricerca e sviluppo, efficienza energetica, educazione terziaria e riduzione della povertà». Finora la Ue è in linea con gli obiettivi solo per «riduzione delle emissioni, sviluppo delle energie rinnovabili, abbattimento degli abbandoni scolastici». Molti Stati — ha spiegato Barroso — «dovrebbero essere più ambiziosi nella riduzione del debito, mantenendo gli investimenti nei settori che permettono di accelerare la crescita come ricerca, ambiente, innovazione, educazione, allo stesso tempo proteggendo i più deboli». E bisognerebbe fare molto di più per frenare la disoccupazione e per facilitare l’accesso al lavoro delle donne e dei giovani.

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