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Obama critica
la presenza russa in Siria

· Ma il Cremlino conferma il sostegno ad Assad contro i terroristi dell’Is ·

La strategia della Russia per sostenere le truppe del presidente siriano, Bashar Al Assad, è «destinata al fallimento». A queste poche parole il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha affidato il suo primo commento ufficiale circa le operazioni militari russe in territorio siriano. 

Obama ha criticato duramente la mossa di Mosca, sottolineando che si tratta di «un errore». Fonti del Pentagono ritengono che siano in tutto duecento i soldati russi presenti in diverse basi navali sulla costa di Latakia. La maggior parte dei militari sarebbe impegnata a preparare queste basi in vista di ulteriori missioni. La posizione del Cremlino è stata affidata al ministro degli Esteri, Serghiei Lavrov, che ieri ha detto: «Continueremo a fornire materiale bellico alla Siria per garantire la sua capacità di difesa nella lotta contro la minaccia terroristica». Intanto, fonti della marina militare russa hanno riferito che negli ultimi mesi si sono intensificate le esercitazioni navali al largo di Tartus, la località siriana dove Mosca mantiene l’unica base fissa nel Mediterraneo. L’ultima esercitazione coinvolge una squadra di cinque unità equipaggiate con missili tele-guidati e, previo consenso da parte del Governo di Damasco, contempla tra l’altro eventuali lanci di prova. Stando alle autorità cipriote — secondo quanto riporta l’Ansa — il 3 settembre scorso sono iniziate operazioni navali russe davanti ai porti di Latakia e Tartus, e dureranno fino al 7 ottobre prossimo: per Nicosia ciò porterà alla chiusura temporanea di tre corridoi aerei sul Mediterraneo. Nel frattempo, in Siria si continua a combattere. Gruppi di ribelli hanno annunciato di aver sottratto al controllo dei miliziani dello Stato islamico (Is) diverse postazioni intorno alla città di Aleppo, da tempo segnata da pesanti bombardamenti.

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08 dicembre 2019

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