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Nuovo umanesimo

· Religiose come risorsa per una rivoluzione culturale ·

A proposito delle religiose, la lettura di alcune pagine un po’ ingiallite può riservare delle sorprese.Lo scrive Grazia Loparco aggiungendo: attingiamo spunti dal gesuita Marcello de Carvalho Azevedo.

Veronese,  «Gesù e la Samaritana» (1585)

Egli ha esaminato i motivi per cui nella Chiesa le donne sono sì riconosciute per principio uguali agli uomini, secondo il Vangelo, ma il contatto del cristianesimo con le culture gli fece perdere la libertà e la flessibilità, ancorandosi ad atteggiamenti antifemministi. Il gesuita lamentava la sproporzione tra il potenziale del contingente numerico delle religiose rispetto ai religiosi e la realtà del loro contributo ecclesiale. L’elenco delle cause fa riflettere: opzione vocazionale poco chiara; neutralizzazione di valori e qualità naturali delle religiose, per circostanze strutturali della vita religiosa femminile, con l’effetto di troncare lo sviluppo personale; scarsa formazione culturale di molte; mancanza di un programma di formazione professionale e di preparazione a esercitare incarichi in modo adeguato, con conseguenze negative per le persone e la missione; mancata preoccupazione di dare un fondamento solido alla vita religiosa, senza limitarsi ad aspetti spirituali, morali, consuetudinari; visione individualista della perfezione e della salvezza che porta ad atteggiamenti pietisti o quietisti, oppure al contrario conflitti e dicotomie; accentuata mancanza di informazione sul mondo, sulle sue trasformazioni e problemi che incidono sulla vita religiosa, pur credendo di viverne a parte.

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23 maggio 2019

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