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Nuovo tragico naufragio
al largo di Lampedusa

· Cresce di ora in ora il numero dei morti ·

C’erano almeno 50 persone a bordo del barcone naufragato ieri notte, nella più recente delle tragedie al largo di Lampedusa. I soccorritori della Guardia costiera italiana hanno reso noto che solo 22 persone sono state salvate, mentre i corpi recuperati finora sono nove. Le autorità hanno inoltre riferito che potrebbero inviare dei sommozzatori per proseguire il recupero delle vittime, che si troverebbero ad almeno 50 metri di profondità.

Una donna che viaggiava sul barcone naufragato sbarcata a Lampedusa (Ansa)

Tra le persone ancora disperse ci sarebbero otto bambini, mentre almeno due delle vittime accertate erano donne. Il barcone si sarebbe ribaltato a circa sei miglia dalle coste di Lampedusa, tra le 2 e le 3 di notte. Secondo una prima ricostruzione fornita dalla Guardia costiera, una motovedetta della guardia di Lampedusa e un’unità della Guardia di finanza sarebbero giunte poco dopo la mezzanotte per soccorrere il barcone sovraccarico. L’unità si sarebbe ribaltata durante le operazioni di trasbordo, a causa dello spostamento di massa dei migranti e di condizioni meteomarine sfavorevoli. La procura di Agrigento ha aperto un’indagine sul naufragio ed è alla ricerca dello scafista, che potrebbe essere tra i dispersi.

La tragedia arriva appena quattro giorni dopo le commemorazioni della giornata in memoria del naufragio avvenuto al largo di Lampedusa nel 2013. È «un’ipocrisia», ha denunciato l’ex prima cittadina di Lampedusa, Giusi Nicolini, ricordare le 368 vittime del 2013 senza mettere sotto esame le trattative con la Libia. «L’ennesima tragedia» di stanotte, ha dichiarato Nicolini, «dimostra che i naufragi non sono una fatalità, ma il risultato di politiche, europee e nazionali». Ieri, il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, ha esortato i ministri europei della giustizia e degli interni a «sospendere ogni collaborazione con le autorità libiche che implichi il ritorno in Libia dei migranti intercettati in mare, sino a quando il paese non darà chiare garanzie sul pieno rispetto dei diritti umani». Il commissario di Strasburgo ha inoltre esortato gli stati dell’Ue a condividere la responsabilità per le operazioni di soccorso tra tutti i paesi dell’Unione, «per diminuire la pressione dei flussi su certi stati come Italia, Grecia e Malta».

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