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Rivoluzione incompiuta

· L’arcivescovo di Los Angeles alla Red Mass per il mondo del diritto ·

La Chiesa di Los Angeles è la comunità cattolica più grande del paese. Siamo una chiesa globale, una chiesa immigrante, formata da persone che vengono da ogni parte del mondo. In questa città noi cattolici siamo circa cinque milioni, e ogni giorno preghiamo, celebriamo il culto divino e prestiamo i nostri servizi in più di quaranta lingue diverse. I missionari francescani che fondarono Los Angeles diedero alla nostra città il nome della Madre di Dio, la Regina degli Angeli. Tra quei missionari c’era san Junípero Serra, il nostro santo americano più recente. San Junípero era un ispanico che emigrò dalla Spagna ed entrò in questo paese dopo aver vissuto per oltre un decennio in Messico. All’epoca nel governo coloniale della California c’erano molti che negavano la piena umanità dei popoli indigeni che vivono in questa terra. San Junípero divenne il loro difensore. Scrisse persino una “dichiarazione di diritti” per proteggerli. E, tra l’altro, la scrisse tre anni prima della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti.
La maggior parte degli statunitensi non conosce questa storia. Ma Papa Francesco sì. Perciò, quando il Santo Padre è venuto nel nostro paese nel 2015, il suo primo atto è stato di tenere una messa solenne durante la quale ha canonizzato san Junípero. Non l’ha celebrata a Los Angeles, ma proprio qui, nella capitale della nazione. Papa Francesco ha evidenziato un fatto. Ritiene che dovremmo onorare san Junípero come «uno dei padri fondatori degli Stati Uniti» (Omelia al Pontificio collegio nordamericano, 2 maggio 2015). Sono d’accordo. Anch’io credo che dovremmo farlo. Perché ricordare san Junípero e i primi missionari cambia il modo in cui ricordiamo la nostra storia nazionale. Ci ricorda che gli inizi degli Stati Uniti non furono politici. Gli inizi di questo paese furono spirituali. Furono i missionari a giungere qui per primi, molto prima dei padri pellegrini, molto prima di George Washington e di Thomas Jefferson. Addirittura molto prima che questo paese avesse un nome. Quei missionari, insieme ai coloni e agli statisti che vennero dopo, gettarono le basi spirituali e intellettuali di una nazione che continua a essere unica nella storia dell’umanità. Una nazione concepita sotto Dio e impegnata a promuovere la dignità umana, la libertà e il fiorire di una diversità di popoli, razze, idee e credenze.

di José Horacio Gómez

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27 maggio 2019

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