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Nuovo round di negoziati sulla Brexit

· Sul tavolo confini irlandesi, fase di transizione e diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito ·

Ripartono i negoziati sulla Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Un nuovo round negoziale fra le rispettive delegazioni è in programma a Bruxelles la prossima settimana, dal 6 al 9 febbraio. Lo ha reso noto ieri un portavoce della Commissione Ue. 

andiere europee fuori dalla sede del parlamento britannico (Ansa)

La riunione sarà a livello tecnico dal 6 all’8, mentre il 9 a livello dei coordinatori. Sul tavolo, le questioni che restano ancora aperte fra Londra e Bruxelles in vista della separazione. I punti in agenda sono soprattutto tre: i confini irlandesi, il periodo di transizione e un “aggiornamento” — così viene definito — sul tipo di relazione che il Regno Unito intende avere con i ventisette nel lungo periodo. Uno dei portavoce della Commissione ha poi precisato che il capo negoziatore Ue sulla Brexit, Michel Barnier, sarà a Londra lunedì dove incontrerà il segretario britannico David Davis per un pranzo di lavoro. Barnier andrà poi in visita all’Eba, l’autorità bancaria europea, la cui sede dopo la Brexit è stata assegnata a Parigi. «Non vedo l’ora di incontrare Davis lunedì per discutere dell’uscita ordinata del Regno Unito e incontrare l’Eba sulla preparazione dei fornitori di servizi finanziari dell’Ue per la Brexit» ha confermato Barnier in un tweet. Intanto, ieri da Pechino, dove è in visita, è intervenuto il premier britannico, Theresa May, per precisare che «i nuovi accordi di libero scambio tra Londra e la Cina non sono alternativi al commercio con l’Unione europea». May si è detta convinta che un’intesa su un periodo di transizione post Brexit sino alla fine 2020 possa essere raggiunta — malgrado il botta e risposta con Bruxelles sui diritti dei cittadini Ue in Gran Bretagna — «entro i sette mesi previsti». E come detto, quello sui diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito resta un punto nodale delle trattative. «Molti di noi sono sconvolti dall’orribile trattamento dei cittadini europei nel paese. Questo contribuirà ancora di più ad alimentare gli abusi contro di noi» ha affermato Debra Williams, a capo di Brexpats, associazione di britannici residenti in Europa che rischiano di subire contraccolpi per le decisioni prese da Londra. 

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