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​Nuovo piano
per l’emergenza in Sahel

· Riunione in Senegal del gruppo di lavoro di Caritas Internationalis ·

Una due giorni per fare il punto sui risultati del vecchio piano d’azione ed elaborarne uno nuovo con l’obiettivo di dare risposte adeguate alla cronica crisi alimentare di questa martoriata fascia dell’Africa sub-sahariana: il Gruppo di lavoro di Caritas Internationalis per il Sahel (Gtcis) si riunisce il 31 gennaio e il 1° febbraio a Saly, a sud di Dakar, in Senegal, per l’assemblea annuale che dovrà anche eleggere il comitato direttivo 2019-2021. I partecipanti provengono da Mali, Capo Verde, Niger, Burkina Faso, Senegal, Ciad, Mauritania e Guinea-Bissau, per l’Africa, e da Spagna, Belgio, Danimarca, Austria e Italia, per l’Europa. Il nuovo piano d’azione verrà seguito da un apposito comitato che sarà costituito in questa occasione.

I lavori sono preceduti, dal 28 al 30 gennaio, sempre a Saly, da un corso di formazione sull’agroecologia, per consentire ai partecipanti di rispondere alle numerose questioni tecniche, ambientali e politiche in materia. Creato il 26 novembre 2006 dal Segretariato generale di Caritas Internationalis in seguito alla crisi alimentare del 2005 e rinnovato dopo l’incontro di Praia (capitale di Capo Verde) nel 2016, il Gtcis persegue diversi obiettivi come lo sviluppo di programmi subregionali per rispondere alle emergenze e, se possibile, prevenirle e attuare azioni nel campo della sicurezza alimentare, della resilienza, dei cambiamenti climatici, della migrazione, della costruzione della pace.
Alla cerimonia di apertura interverranno fra gli altri l’arcivescovo di Dakar, Benjamin Ndiaye, e Albert Mashika, segretario esecutivo di Caritas Africa. Al termine dell’incontro verrà diffusa una dichiarazione finale.
L’estate scorsa Caritas Internationalis ha lanciato un appello urgente per aiutare le vittime di una crescente crisi umanitaria nella regione del Sahel. Quasi 6 milioni di persone in Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Senegal stanno lottando per soddisfare le loro esigenze alimentari quotidiane. La grave malnutrizione minaccia la vita di 1.600.000 bambini. Si tratta della peggiore crisi nella regione dal 2012 e la Caritas teme che la situazione si deteriori ulteriormente. L’ultima emergenza è stata originata dalla mancanza di piogge che a sua volta ha causato carenza d’acqua e pascoli, riduzione dei raccolti e perdita di animali. Gli agricoltori sono stati costretti a iniziare i loro spostamenti stagionali di bestiame con quattro mesi di anticipo e su distanze più lunghe del solito. La sicurezza alimentare ne ha rapidamente risentito in tutta la regione e le riserve per milioni di persone sono già esaurite.

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