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Nuovo piano europeo
per i rifugiati

· ​Sarà presentato da Juncker al Parlamento mentre la Germania si dice pronta ad accogliere mezzo milione di migranti all’anno ·

La Germania e la Francia si preparano ad accogliere circa metà dei 120.000 richiedenti asilo del nuovo schema di ricollocamenti che il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, lancerà domani al Parlamento europeo.

Migranti al confine tra Serbia e Ungheria (Ap)

 Stando agli ultimi numeri del piano Ue, alla Germania saranno assegnati 31.000 richiedenti protezione internazionale, mentre Parigi ne accoglierà 24.000 e la Spagna 15.000 (i tre Paesi assieme totalizzeranno circa il 60 per cento). Oltre alla proposta della ridistribuzione dei 120.000 rifugiati, Juncker presenterà anche quella per un meccanismo di ripartizione permanente, pure in questo caso per quote obbligatorie. Il dossier passerà poi al Consiglio straordinario dei ministri dell’Interno europei del 14 settembre. «Grecia e Italia non possono da sole accogliere tutti i profughi che arrivano sulle coste». Lo ha detto oggi il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ribadendo a Berlino che servono quote vincolanti. Un appello alla comunità internazionale per far fronte all’emergenza umanitaria è stato rivolto oggi dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Secondo il presule ogni Stato deve garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti dei propri cittadini, in particolare dei cristiani e delle minoranze religiose o etniche. Intanto, il premier britannico, David Cameron, ha annunciato che Londra accoglierà 20.000 rifugiati siriani, in cinque anni, ma direttamente dai campi profughi, e senza alcun vincolo al piano europeo. Stando al vice cancelliere tedesco, Sigmar Gabriel, la Germania sarà in grado di accogliere 500.000 profughi all’anno per alcuni anni. Gabriel ha però sottolineato che anche altri Paesi dell’Ue devono farsi carico di una parte dei profughi in arrivo in Europa: C’è però chi rema contro. Se la posizione della Polonia sembra essersi ammorbidita, lasciando spiragli alle proposte di Bruxelles, il resto dei componenti del gruppo di Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria) mantiene la linea oltranzista.

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24 aprile 2019

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