Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Nuovo inizio della Chiesa in Brasile

· Il cardinale Hummes sul viaggio di Papa Francesco ·

«Il Papa dimostra con i gesti e con le parole come nel ministero petrino l’opzione preferenziale per i poveri sia fondamentale». Ritorna su un tema a lui caro il cardinale brasiliano Cláudio Hummes tracciando per  il nostro giornale un bilancio del viaggio pontificio in Brasile. Per diciott’anni arcivescovo di San Paolo, poi per altri quattro prefetto della Congregazione per il Clero, il porporato francescano è stato l’ecclesiastico più vicino al cardinale Bergoglio durante il conclave, come ha confidato il Santo Padre ai giornalisti ricevuti in udienza all’indomani dell’elezione.

Lei ha potuto vedere da vicino Papa Francesco durante la sua visita in Brasile. Che impressione le ha fatto?

Per lui è stato bello  tornare nell’America Latina, di cui conosce molto bene la storia e la realtà: anche il Brasile conosce molto bene, in particolare il santuario mariano di Aparecida. E nei suoi discorsi c’erano numerosi riferimenti alla cultura e alle tradizioni di fede del nostro popolo.

Qual è stato il momento più bello della gmg di Rio?

Considero particolarmente importante è la messa dell’invio, in cui i giovani divengono evangelizzatori e missionari. Tutto ciò che è stato fatto prima della celebrazione finale sulla “orla” di Copacabana è stata una preparazione. Direi che con questa celebrazione la gmg di Rio non si è conclusa, ma ha segnato un nuovo inizio, soprattutto per la Chiesa qui in Brasile e nell’intero continente latino-americano. Dal punto di vista del raccoglimento e della partecipazione anche la veglia del sabato sera è stata impressionante, specie durante l’adorazione del Santissimo Sacramento. Una moltitudine di giovani che fino a poco prima avevano vissuto tra loro e con il Papa una lunga festa fatta di balli, musiche e coreografie, si sono raccolti in preghiera silenziosa per adorare Gesù nell’eucaristia.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE