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Nuovo durissimo scontro tra Francia e Italia

· Macron parla di lebbra populista e viene accusato di ipocrisia ·

Mentre sembra attenuarsi la tensione sulla bozza da adottare al vertice informale in programma domenica a Bruxelles, la questione dei migranti fa scaturire un nuovo durissimo scontro tra Parigi e Roma, con il presidente Macron che ha ieri tuonano contro «la lebbra populista» che si sta diffondendo in Europa. 

Il chiaro riferimento al governo italiano ha scatenato la reazione dei due vicepresidenti del consiglio, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che hanno accusato di ipocrisia il capo dello stato francese. Eppure la giornata era cominciata con segnali che sembravano far presagire una ricomposizione, seppure parziale, delle divisioni all’interno dell’Unione. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, aveva infatti avuto un colloquio telefonico con il presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, durante il quale aveva ribadito che verrà accantonata la bozza di risoluzione che aveva fatto montare l’irritazione a Roma, al punto da mettere in dubbio la partecipazione di Conte al vertice di domenica. Si lavora ora a un testo più equilibrato per l’incontro convocato dal presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker e che si è allargato a tredici stati. Un documento che terrà in considerazione anche le preoccupazioni dell’Italia di fronte alle pressanti richieste della Germania di bloccare il fenomeno dei movimenti secondari dei migranti verso i paesi del nord Europa. Un clima positivo guastato però in serata dall’attacco durissimo sferrato da Macron. Dopo le tensioni sul caso Aquarius che appena qualche giorno fa avevano rischiato di mandare all’aria la visita di Conte a Parigi, in un discorso a Quimper il capo dell’Eliseo ha denunciato «la lebbra populista che cresce vicino a noi in Europa, in paesi in cui credevamo fosse impossibile vederla riapparire. I nostri amici vicini dicono le cose peggiori e noi ci abituiamo! Fanno le peggiori provocazioni umanitarie, tradiscono anche il diritto d’asilo, e nessuno si scandalizza di questo». Altrettanto dure le rezioni subito giunte dall’Italia. «Parole offensive e fuori luogo — ha commentato Luigi Di Maio — la vera ipocrisia è di chi respinge gli immigrati a Ventimiglia e fa la morale sul diritto sacrosanto di chiedere un’equa ripartizione dei migranti». Se c’è un morbo che si è diffuso in Europa, gli ha fatto eco Matteo Salvini «non è la lebbra del populismo ma la vomitevole ipocrisia di Macron».

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17 luglio 2019

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