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Nuovo attacco contro i copti in Egitto

· Undici cristiani uccisi dai terroristi dell’Is ·

I funerali celebrati oggi a Minya (Reuters)

I copti egiziani hanno pagato un nuovo tributo di sangue al fondamentalismo del sedicente stato islamico (Is). In un attacco a un bus di pellegrini che andavano a visitare il monastero di San Samuele il Confessore, nella regione di Minya, nel sud del paese, i jihadisti hanno ucciso almeno undici persone, fra cui tre bambini e sette donne. L’attacco, subito rivendicato dall’Is è stato portato da un gruppo di fuoco su una strada secondaria che conduce al monastero. Secondo le ricostruzioni, i terroristi sono arrivati su due suv sparando contro tre bus: uno è riuscito a fuggire mentre due sono stati bloccati. I jihadisti hanno imposto ai pellegrini di scendere, aprendo poi il fuoco in maniera indiscriminata.

I pellegrini erano senza scorta e hanno azzardato il viaggio nonostante la strada verso il monastero fosse bloccata proprio perché l’Is, nel maggio del 2017, aveva già sferrato un attacco simile causando la morte di 28 copti, tra cui numerosi bambini. Oggi centinaia di cristiani si sono radunati a Minya, per i funerali di sei vittime, cinque dei quali componenti di una stessa famiglia.

Commentando il dramma, il vescovo copto-cattolico di Asyut Kyrillos William ha sostenuto che i terroristi in Egitto «vogliono destabilizzare lo stato e dire “non riuscite a reprimere il terrorismo”». Vogliono dire che «siamo ancora qui e siamo ancora attivi», ha aggiunto il presule.

Ieri sera il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha condannato l’attacco, che — ha ammonito su twitter — «non intaccherà la volontà del nostro paese nel proseguire la battaglia per la sopravvivenza e la costruzione». «Confermo la nostra determinazione a proseguire i nostri sforzi per combattere il terrorismo», si legge ancora sul profilo ufficiale del capo di stato.  

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