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Nuovo attacco al cuore dell’India

· Triplice attentato terroristico scuote il centro di Mumbai causando 18 morti e 131 feriti ·

È di 18 morti e 131 feriti, di cui 23 in condizioni gravi, il bilancio ufficiale provvisorio del triplice attentato che ieri ha scosso Mumbai, la metropoli del sud dell’India. Lo ha riferito il ministro dell’Interno indiano, Palaniappan Chidambaram, nel corso di una conferenza stampa. Il ministro ha precisato che tutti i feriti sono stati trasferiti in ospedale e che i siti dove sono esplosi gli ordigni sono stati transennati per agevolare le indagini degli agenti di polizia. «È stato usato nitrato d’ammonio con un timer», ha quindi aggiunto Chidambaram riferendosi al tipo di bombe utilizzate dai terroristi. «Il fatto che siano esplose a pochi minuti l’una dall’altra — ha sottolineato — dimostra che è si è trattato di un attentato terroristico coordinato».

A quasi tre anni dallo spettacolare attacco agli hotel del 2008, la metropoli è dunque di nuovo nel mirino dei terroristi. Tre bombe, scoppiate nel giro di 20 minuti, hanno ucciso 18 persone e ferito altre 131 in due mercati famosi per i gioielli e in una stazione ferroviaria durante l’ora serale di punta. La polizia indiana punta il dito contro gli estremisti islamici legati ai fondamentalisti pakistani, ma per ora non sono giunte rivendicazioni. La strage ha fatto scattare un’allerta generale nel Paese e ha suscitato le reazioni di ferma condanna degli Stati Uniti, dell’Unione europea, delle Nazioni Unite e anche del Pakistan, che proprio alla fine del mese sarà impegnato in un nuovo round di colloqui di pace a New Delhi.

Le bombe sono esplose mentre nella città era in corso il Consiglio dei vescovi indiani della regione occidentale. I presuli hanno sospeso i lavori e osservato un minuto di silenzio per le vittime, celebrando poi una messa in loro suffragio, Il vescovo ausiliare di Bombay, monsignor Agnelo Rufino Gracias, ha condannato fermamente l’attacco contro vittime innocenti, sottolineando la tragedia che ha colpito numerose famiglie. «La violenza non trionferà — ha aggiunto — siamo impegnati a lavorare per la pace».

Il responsabile dello Stato del Maharashtra, dove sorge Mumbai, Prithivraj Chavan, ha detto ieri sera che «è un attacco al cuore dell’India». La scelta dei luoghi in un momento di massimo affollamento e la natura delle bombe sono la prova di «un’operazione ben organizzata», come ha sottolineato il ministro dell’Interno l’uomo forte del Governo di New Delhi che ha assunto l’incarico proprio all’indomani della strage del 2008 costata la vita a quasi duecento persone. La prima delle tre esplosioni è avvenuta verso le 18.45 ora locale (15.15 in Italia) a Zaveri Bazar, nel sud della metropoli, dove sorge il popolare tempio di Mumbadevi e dove è situato anche un grande mercato di gioielli e di diamanti. Tra le vittime ci sono anche dei commercianti e dei pendolari diretti in una vicina stazione dei treni interni, che sono il mezzo di trasporto preferito dalla popolazione.

Una seconda bomba, la più potente secondo la polizia, è esplosa nelle vicinanze, in un storico rione frequentato dalla classe medio-alta che si chiama Opera House. Il terzo ordigno è invece stato piazzato a nord, a Dadar, un centro di scambio ferroviario importante e come prevedibile affollatissimo a quell’ora.

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