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​ Nuovo asse atlantico

· ​Tra Parigi e Washington ·

«Niente ci separerà mai». Con queste parole il presidente francese, Emmanuel Macron, ha salutato, nelle celebrazioni per la presa della Bastiglia, la rinnovata alleanza con gli Stati Uniti, «un’amicizia che attraversa il tempo». Nella volontà politica di proporsi quale nuovo interlocutore privilegiato di Washington in Europa, Macron ha accolto ieri il presidente statunitense, Donald Trump, a Parigi e insieme a lui, oggi, ha assistito alla parata sugli Champs-Élysées. Nel suo discorso al termine delle cerimonie, Macron ha ricordato gli Stati Uniti come uno degli «alleati sicuri, amici che sono arrivati in nostro soccorso». Poi, riferendosi all’entrata degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale al fianco di Parigi, ha detto: «Voglio ringraziarvi per la scelta fatta 100 ani fa». Al suo primo 14 luglio da capo dello stato, Macron ha voluto rompere la tradizione secondo cui, in occasione della festa nazionale, i presidenti rilasciavano un’intervista. Il nuovo capo dell’Eliseo ha preferito un discorso. Trump, che ha assistito alla sfilata tra imponenti misure di sicurezza, ha ringraziato Macron. «Le relazioni con la Francia sono più forti che mai» ha scritto il presidente su Twitter. Al termine della sfilata, l’inquilino della Casa Bianca è ripartito per Washington.

Che il dialogo tra Parigi e Washington sia ormai diventato un punto cruciale nei rapporti tra le due parti dell’Atlantico, è un fatto che entrambi i presidente hanno voluto sottolineare. Ieri, durante la conferenza stampa congiunta, Trump ha fatto capire che sulla spinosa questione del clima e del rispetto degli accordi di Parigi «qualcosa può accadere», lasciando intendere che un cambiamento dell’approccio di Washington alla questione non è del tutto escluso. Circa un mese fa il presidente aveva annunciato il ritiro unilaterale dagli accordi del 2015, posizione ribadita nel g20 di Amburgo. E sempre sul clima, Trump ha aggiunto: «Se qualcosa succederà sarà meraviglioso, ma se non succederà andrà bene lo stesso». L’amministrazione repubblicana ha molto criticato gli accordi di Parigi, contestando addirittura la verità del cambiamento climatico.

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20 ottobre 2019

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