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Nuovo appello di Guaidó
ai militari

· ​In vista delle manifestazioni del 23 febbraio in tutto il Venezuela ·

Juan Guaidó, il leader dell’opposizione venezuelana che il 23 gennaio ha giurato come presidente ad interim, ha lanciato un nuovo appello ai militari sostenendo che il 23 febbraio, data fissata per l’ingresso degli aiuti umanitari, può essere l’occasione per aprire le porte a un «cambiamento politico». «Si avvicina il 23 febbraio, signori delle Forze armate, una data molto importante per la società venezuelana, non solo perché avremo la possibilità di rispondere a una emergenza che oggi uccide, in modo diretto o indiretto, ma che può essere l’opportunità di aprire le porte, letteralmente, del cambiamento in Venezuela», ha detto ieri a Caracas durante un seminario. Guaidó ha poi svelato di avere «parlato direttamente» a «membri delle Forze armate nazionale». «Tutti hanno la possibilità di schierarsi al lato della Costituzione. E la richiesta del popolo è molto semplice: elezioni realmente libere», ha aggiunto. Infine il leader dell’opposizione ha sostenuto che «il 90 per cento della popolazione vuole un cambiamento e la Forza armata nazionale sa che Nicolás Maduro non protegge nessuno». Inoltre, il presidente colombiano Iván Duque, che riconosce la legittimità di Guaidó, ha conversato ieri con il leader dell’opposizione attraverso una piattaforma virtuale. Le questioni esaminate hanno riguardato, oltre al sostegno di Bogotá a varie iniziative di Guaidó, anche un concerto che è stato programmato per il 22 febbraio alla frontiera comune. Si tratta del Venezuela Aid Live, iniziativa che si svolgerà a Cúcuta, in Colombia, con l’obiettivo di raccogliere 100 milioni di dollari per aiuti umanitari. Guaidó ha ringraziato per l’iniziativa e più in generale per gli aiuti giunti al centro di raccolta di Cúcuta, comprese le 2,5 tonnellate arrivate dal Porto Rico.

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23 agosto 2019

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