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Nuovi orizzonti

· In ascolto della voce femminile ·

Dopo quattro anni il mensile de L’Osservatore Romano «donne chiesa mondo» cresce di pagine e soprattutto assume un formato completamente nuovo, che consente una più facile lettura.

Ma, in un certo senso, questa pubblicazione non ha smesso di crescere nel passato recente. Da oltre un anno viene tradotta e stampata in spagnolo e diffusa con buon successo dalla rivista «Vida Nueva», diretta da José Beltrán. Rilevante è anche la presenza in rete: non solo sul sito dell’Osservatore nelle sue sette lingue, ma anche in francese su quello di «La Vie», settimanale di «Le Monde», e in inglese sul sito «Catholic Women Speak», che conta decine di migliaia di iscritte.

Parallelamente il ventaglio dei collaboratori e soprattutto delle collaboratrici si è allargato a persone di tutto il mondo e l’intenzione è quella di aprirsi sempre di più a una dimensione internazionale. Da alcuni mesi infatti il mensile — curato da Lucetta Scaraffia, che lo coordina, e da Giulia Galeotti — ha una redazione che conta rappresentanti di tre continenti, con una presenza ebraica, quella di Anna Foa; con lei vi sono Suor Catherine Aubin, suor Rita Mboshu Kongo e la dottoressa Silvina Pérez.

È stato mantenuto il progetto iniziale di far scrivere donne e uomini, anche se certo l’intenzione di fondo è quella di rendere conto dell’impatto culturale che il pensiero femminile sta avendo all’interno della riflessione teologica ed esegetica.

Con il rinnovamento grafico — progettato e curato a L’Osservatore Romano da Piero Di Domenicantonio — c’è anche un’altra importante novità, che segnala un’attenzione speciale per la dimensione spirituale, del resto presente sin dal primo numero e mai venuta meno, e cioè la collaborazione con le sorelle del monastero di Bose, alle quali sono state affidate una rubrica di meditazione sulle Scritture e un’altra di riflessione sull’arte.

In questi anni «donne chiesa mondo» ha partecipato al dibattito ecclesiale pubblicando ogni mese una lunga riflessione su temi segnalati da Papa Francesco come particolarmente significativi per il momento che stiamo vivendo: inizialmente un approfondimento sulla teologia della donna, poi — in preparazione al Sinodo — sulla famiglia. E con quest’anno è iniziata una serie sulle figure femminili dell’Antico Testamento, a cui seguirà l’anno prossimo un’analoga iniziativa per quelle del Nuovo Testamento.

L’interesse che ha suscitato il mensile, nonché il notevole livello dei suoi contributi, sono stati confermati dalla pubblicazione di libri, tradotti in più lingue, che hanno raccolto un buon numero di articoli tematici: le storie delle sante raccontate nei primi due anni e le riflessioni teologiche sulle donne. Accanto a questi, si collocano due altri libri di riflessione sul tema delle donne nella Chiesa scritti da Giulia Galeotti e Lucetta Scaraffia.

Nel maggio dell’anno scorso un convegno internazionale organizzato dal mensile e centrato sulla domanda: «Cosa ha la Chiesa da offrire alle donne di oggi?» si è svolto nella Casina Pio iv.

L’iniziativa ha offerto numerosi e originali spunti di riflessione ed ha anche messo in moto forze per finanziare un’ambulanza che serviva urgentemente alla laica consacrata Clotilde Bikafuluka, la quale nella Repubblica Democratica del Congo si occupa di assistere le donne che hanno subito violenza, realizzando così una specificità squisitamente femminile: quella di saper affiancare alla riflessione intellettuale la pratica concreta dell’assistenza.

Il mensile quindi, non solo fa conoscere e valorizza la presenza femminile nella Chiesa, ma apre la via a una nuova e positiva abitudine: quella di ascoltare le donne, di guardare al molto che hanno da dire e alle numerose iniziative che sanno realizzare, per mettere in atto quella sinergia del maschile e del femminile che tante volte è stata invocata nei documenti ufficiali ma non sempre messa in pratica.

Un’attenzione che spesso nella Chiesa manca, anche se nella sua storia — fin dalle origini — le donne hanno svolto ruoli assai rilevanti nell’annuncio del Vangelo in tutto il mondo e nella testimonianza cristiana.

Dopo il Concilio Vaticano II, quando le donne hanno avuto finalmente la possibilità di frequentare i corsi di teologia e di esegesi nelle Università pontificie, la presenza femminile nella cultura cattolica si è fatta sempre più forte e incisiva. Un nuovo sguardo esegetico ha fatto riscoprire l’importante e innovativo ruolo delle donne nella predicazione di Gesù, ha messo in evidenza il modo nuovo, rispettoso e positivo con il quale il Messia si rivolgeva alle donne, assegnando loro anche compiti delicati e di grande importanza: un autentico cambiamento nella cultura del tempo che, pur essendo sotto gli occhi di tutti, è rimasto quasi invisibile per secoli agli occhi di quasi tutti gli esegeti.

Sono state infatti soprattutto le studiose donne che hanno saputo riaccendere le luci su Maria Maddalena, sulla donna samaritana, e perfino offrire una lettura che mettesse maggiormente in luce il ruolo “attivo” di Maria, facendo riscoprire un aspetto poco visibile ma decisivo della predicazione di Gesù.

Oggi è quindi necessario approfondire insieme — uomini e donne, laici e consacrati — l’interpretazione dei testi sacri, e trarne spunti per rimodellare e ampliare il ruolo e il servizio — non la servitù! — delle donne nella Chiesa.

Le donne — in particolare le religiose missionarie, spesso affiancate da volontarie — sono al cuore di una delle più importanti iniziative della Chiesa nel mondo attuale: assistere le donne che, in numero sempre crescente, subiscono violenza nelle zone di conflitto, e aiutare quelle che vivono in contesti sociali e culturali dove vengono disprezzate e sfruttate. E spesso sono le uniche ad offrire loro l’opportunità di studiare, di lavorare, in un contesto che le rispetta come esseri umani di uguale dignità.

Si tratta di un immane lavoro a favore dell’emancipazione delle donne in contesti diversi da quello occidentale, che riesce a conciliare il valore della maternità e della famiglia con quello del rispetto e della libertà per le donne. Un lavoro che quasi sempre è misconosciuto sul piano internazionale.

L’esperienza maturata in questi contesti fa delle donne testimoni indispensabili per pensare la famiglia e la procreazione nei vari contesti mondiali.

Se non ascoltassimo con attenzione la voce delle donne nei grandi momenti decisionali della vita della Chiesa perderemmo apporti decisivi e direi indispensabili all’elaborazione di nuovi progetti ed orizzonti, che possono alimentare il futuro di una realtà bimillenaria come la Chiesa, offrendole l’originalità dell’apporto del genio femminile.

Il mensile «donne chiesa mondo» ricorda a tutti questa realtà dimenticata, questo tesoro nascosto e suggerisce che le donne hanno molto da dire. E che è indispensabile ascoltarle.

di Pietro Parolin

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24 luglio 2019

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