Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Nuovi modelli di sviluppo

· ​Il cardinale Turkson all’Onu parla dei cambiamenti climatici ·

Per contrastare la povertà e il degrado ambientale occorre che «la comunità umana riveda seriamente il modello dominante di sviluppo, produzione, commercio e consumo». E «una revisione coraggiosa di questa logica avverrà solo se ascolteremo l’invito rilanciato dal Papa» nell’enciclica Laudato si’. 

Giorgio De Chirico, «Visione metafisica di New York» (1975)

È quanto auspicato dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontifico Consiglio della giustizia e della pace, dagli scranni del palazzo di Vetro a New York. Lunedì 29 giugno il porporato è intervenuto all’High level event on climate change delle Nazioni Unite, per portare l’incoraggiamento del Pontefice a «cercare altri modi di intendere il progresso». Del resto, ha spiegato, «il clima è un bene comune, di tutti e per tutti», ma «se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti negli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi».

Prendendo spunto dalle conclusioni del vertice svoltosi a Rio de Janeiro, che già nel 1992 proclamava «la centralità dell’essere umano nelle questioni inerenti lo sviluppo sostenibile», il cardinale Turkson ha evidenziato come lo stesso Papa Bergoglio nell’enciclica dedicata alla cura della casa comune «incoraggi i governi del mondo ad abbracciare l’ecologia integrale, come approccio necessario» per uno sviluppo inclusivo di tutti e protettivo del nostro pianeta. Da qui la speranza che gli studi condotti in ambito Onu dagli esperti dei cambiamenti climatici possano «toccarci in profondità», per «vedere e sentire come i poveri soffrono e come la terra viene maltrattata». Infatti «la maggiore sfida non è scientifica o tecnologica, ma è nelle nostre menti e nostri cuori».

«La stessa logica che rende difficile prendere decisioni radicali per invertire la tendenza al riscaldamento globale, è quella che non permette di realizzare l’obiettivo di sradicare la povertà» ha ammonito il presidente di Iustitia et Pax riferendosi al testo di Francesco. Ecco perché, ha concluso il porporato, «la politica deve ristabilire il controllo democratico sull’economia e sulla finanza».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE