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​Nuovi disordini in Tunisia

· All’origine della protesta l’alto tasso di disoccupazione e il caro vita ·

Gravi atti di vandalismo e sette arresti: questo il bilancio degli scontri avvenuti ieri sera tra giovani manifestanti e forze dell’ordine tunisine nel quartiere periferico della capitale, Cité Etthadamen.

Manifestante tra i lacrimogeni della polizia a Kasserine (Reuters)

A fare il punto della situazione è stato, questa mattina, il portavoce della Guardia nazionale, Houcem Eddine Jebabli, che ha parlato di circa “quattrocento delinquenti” che hanno lanciato pietre contro gli agenti, bruciato pneumatici per strada e tentato di distruggere le telecamere di videosorveglianza installate nei pressi di una stazione dei bus. Tre distributori bancomat sono stati completamente distrutti. I disordini sono cominciati intorno alle 20 (ora locale) e la situazione è tornata alla normalità intorno alla mezzanotte, dopo che gli agenti sono stati costretti a usare i gas lacrimogeni, ha spiegato ancora Jebabli. Le proteste sono in corso da giorni in diverse città della Tunisia. Lunedì scorso il giovane reporter Abdelrazzak Zorgui si è dato fuoco a Kasserine per protestare contro la disoccupazione dilagante, il caro vita e la corruzione del governo.

E sempre ieri, un altro giovane tunisino di 24 anni, originario di Kairouan, ha tentato di suicidarsi dandosi fuoco davanti alla sua abitazione ad Al Aouabad, località a poco più di dieci chilometri da Sfax. Lo ha riferito il portale d’informazione Tunisie Numérique, secondo il quale il giovane è stato soccorso da parenti e vicini che sono riusciti a spegnere le fiamme e lo hanno poi trasportato in ospedale, dove si trova ricoverato in gravi condizioni. Secondo le indagini preliminari, sottolinea il portale, l’episodio non sarebbe un’emulazione di quanto fatto da Abdelrazzak Zorgui, ma sarebbe comunque collegato al clima di protesta contro il governo.

Come sottolineano molti analisti, i tunisini accusano la classe politica di essere rimasta arroccata in un elitarismo indifferente ai problemi delle regioni più svantaggiate.

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16 settembre 2019

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