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Nuovi aiuti alla Siria

· Annunciati dieci miliardi alla conferenza dei donatori a Londra ·

Il mondo promette nuovi aiuti alla Siria dilaniata da cinque anni di guerra, con centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi e sfollati. Mentre ad Aleppo si continua a combattere dopo l’avvio di una massiccia offensiva dei governativi, ieri a Londra i sessanta Paesi donatori sono riusciti a raccogliere dieci miliardi di dollari di aiuti contro i nove previsti. 

Il doppio di quanto stanziato due anni fa. Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, e il segretario di Stato americano, John Kerry, hanno concordato a Londra di «intraprendere possibili azioni coordinate per fornire aiuti umanitari nelle zone bloccate della Siria per via aerea». Tra i principali donatori per la Siria c’è l’Unione europea. Il contributo di Bruxelles è stato pari a 2,4 miliardi di euro (circa tre miliardi di dollari) presi dal bilancio comunitario. «Ma il denaro da solo non basta» ha detto l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini. «Il solo modo di salvare la Siria e i siriani è attuare la Road Map definita da tutti noi in sede Onu» e applicare la risoluzione approvata all’unanimità a dicembre —per la prima volta in 5 anni di guerra — «in tutte le sue parti: dal cessate il fuoco all’immediato avvio di misure di ripristino della fiducia, a cominciare dal pieno accesso degli aiuti umanitari nelle aree che ne hanno bisogno». Aree «come quella di Madaya, cittadina allo stremo assediata dai governativi».

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17 settembre 2019

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