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Nuova tragedia
dell’immigrazione nell’Egeo

· Mentre l’Ue si confronta con i Paesi africani e la Germania cambia posizione sull’accoglienza ·

Una nuova tragedia si è consumata in queste ore nell’Egeo, dove sono annegati al largo delle coste turche quattordici profughi, compresi sette bambini, nel naufragio dell’imbarcazione sulla quale cercavano di raggiungere l’Europa. Qualche centinaio di miglia più a sud-est, a Malta, i rappresentanti dell’Unione europea sono riuniti per cercare di superare i contrasti con quelli dell’Unione africana in un vertice incentrato proprio sugli accentuati flussi di profughi e migranti. 

Profughi sbarcano sull’isola greca di  Chio (Afp)

Sulla questione, intanto, c’è stato ieri un drastico mutamento di posizione del Governo tedesco, finora il più determinato tra quelli dell’Ue a politiche di accoglienza. I profughi saranno d’ora in poi rinviati verso i Paesi di ingresso dell’Ue, secondo quando prevede il trattato di Dublino, tranne la Grecia (nel rispetto di una sentenza della Corte di giustizia europea, secondo cui Atene non garantisce gli standard minimi di accoglienza). Ad agosto Merkel aveva annunciato che la Germania avrebbe accolto tutti i richiedenti asilo in fuga dal conflitto siriano. Gli osservatori attribuiscono il mutamento di linea sia ai dissensi interni al partito del cancelliere, la Cdu, sia al numero degli arrivi. Secondo l’Ufficio europeo per l’asilo, tra gennaio e ottobre nell’Ue sono state presentate già un milione di richieste d’asilo, un quarto delle quali appunto in Germania. Secondo Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere, nello stesso periodo sono sbarcate in Grecia 540.000 persone, tredici volte quelle giunte nel 2014. Mezzo milione di queste persone hanno poi attraversato le frontiere dei Balcani occidentali, soprattutto ai confini di Ungheria e Croazia con la Serbia.

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