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Nuova
stretta sui migranti

· ​Vienna studia un piano per hotspots fuori dall’Ue ·

«Stop alle domande per il diritto di asilo sul territorio della Ue». Questo il nodo centrale della proposta che il governo di Vienna, presidente di turno dell’Ue, sta preparando in vista del vertice di mercoledì a Innsbruck, dove il ministro dell’interno austriaco, Herbert Kickl, incontrerà l’omologo italiano, Matteo Salvini, e quello tedesco, Horst Seehofer.

Il piano di Vienna, ormai in prima fila nel difendere la linea dura nella gestione dell’emergenza migranti in Europa, prevede di istituire centri per le domande di asilo (hotspots) al di fuori dell’Europa. Questa norma metterebbe in discussione la prassi in vigore da decenni, regolata dalla convenzione di Ginevra, secondo la quale le persone che fuggono dalla loro terra per motivi di persecuzione politica, razza o religione e raggiungono un paese sicuro, hanno diritto di avviare lì una procedura per una richiesta di protezione.

Ma non solo. Stando ai dettagli del piano — secondo indiscrezioni rese note dalla stampa locale — dovrebbero essere gli stati Ue a scegliere quante e quali persone far venire. Nei centri per presentare domanda, le organizzazioni internazionali come l’Unhcr o l’Oim dovrebbero identificare chi ha davvero bisogno di protezione in base a norme e criteri stabiliti dai governi dei paesi Ue. Inoltre, secondo il piano di Vienna, sarebbero soltanto due le categorie di migranti che potrebbero avanzare la domanda di asilo. In primo luogo, «coloro che rispettano valori, diritti e libertà fondamentali della Ue». In secondo, i migranti che «scappano da un paese vicino all’Ue» o da terre lontane, ma solo «se non trovano nessun paese terzo sicuro tra il loro e il paese di primo approdo Ue». Insomma, afghani, iracheni, siriani, eritrei e somali sarebbero tutti respinti alle frontiere esterne.

Si annunciano, nel frattempo, nuove tensioni dopo lo sbarco due giorni da a Messina di una nave militare irlandese con a bordo 106 profughi. Dai primi riscontri, sembra che il soccorso dei migranti sia avvenuto in una zona di competenza libica nella notte fra il 4 e il 5 luglio.

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18 settembre 2018

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