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Ennesima strage in un liceo statunitense

· Nove studenti e un insegnante uccisi da un diciassettenne ·

Un’altra sparatoria in una scuola, la ventiduesima dall’inizio dell’anno, ha provocato ieri dieci morti negli Stati Uniti. La strage si è verificata in un liceo di Santa Fe, cittadina di tredicimila abitanti a circa sessanta chilometri a sudest di Houston, in Texas. Uno studente di 17 anni, Dimitrios Pagourtzis, ha ucciso nove alunni e un insegnante ferendo altre dieci persone con un fucile da caccia e un revolver calibro 38 detenuti legalmente dal padre. L’assassino, rimasto ferito, è stato arrestato e rischia la pena di morte. Non è stato ancora chiarito se il padre sapeva o meno che il figlio aveva preso le armi. Tra i feriti figura anche uno dei due agenti in servizio nella scuola, che ha affrontato l’assalitore limitando il massacro, ma senza riuscire a sventare la strage.

Tutto è cominciato intorno alle 8 locali, quando il giovane si è introdotto nella scuola nascondendo le armi sotto una lunga giacca nera ed è entrato in una classe dove era in corso una lezione sparando all’impazzata e seminando il panico. Qualcuno ha attivato l’allarme antincendio per segnalare il pericolo. Molti studenti hanno creduto che si trattasse di un’esercitazione, poi sentendo gli spari sono fuggiti all’esterno o hanno cercato riparo barricandosi dentro le aule, come prevede la procedura in questi casi.

Nel giro di pochi minuti presso la scuola sono arrivate numerose ambulanze, tre elicotteri e ingenti forze di polizia, che hanno circondato l’edificio e perquisito gli alunni che erano riusciti a fuggire.

Nel frattempo, un agente della sicurezza della scuola ha ingaggiato un conflitto a fuoco con l’assalitore, bloccandolo e consentendone l’arresto. Poco dopo è stato fermato anche un altro studente, che potrebbe essere un complice. All’interno della scuola, nella casa e nell’auto del giovane killer sono stati ritrovati vari ordigni artigianali, tra i quali alcuni tubi bomba, e molotov.

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24 aprile 2019

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