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​Nuova strage
in un carcere brasiliano

· ​Dopo la rivolta nel penitenziario di Manaus ·

A pochi giorni dalla strage nel carcere di Manaus — in cui sono morti cinquantasei detenuti — altre trentatré persone sono state trovate morte il 6 gennaio in una prigione dello Stato brasiliano di Roraima. Lo rende noto il ministro della giustizia, spiegando che la situazione nel carcere Agrícola de Monte Cristo a Boa Vista è ora «sotto controllo». La strage, secondo i primi accertamenti degli inquirenti, sarebbe dovuta «a un regolamento di conti» tra bande criminali. Lo scorso 16 ottobre sempre nel carcere di Boa Vista dieci detenuti rimasero uccisi in uno scontro tra bande rivali. Il giorno seguente altre otto persone persero la vita nelle violenze scoppiate nell’istituto penitenziario regionale Enio dos Santos Pinheiro, a Porto Velho. Quello di ieri è il terzo più sanguinoso massacro in carcere nella storia del Brasile, dopo quello del 1992 a San Paolo — in cui morirono centoundici detenuti — e quello di Manaus di pochi giorni fa. Salgono così a novantacinque i morti in incidenti nelle carceri brasiliane durante i primi sei giorni del mese di gennaio. La cifra rappresenta circa il 25 per cento delle persone uccise in prigione in tutto il 2016. Gli ultimi due episodi hanno avuto come protagonisti membri delle bande note come Comando vermelho e Primer comando de la capital. Ma al momento non è certo se ci sia una relazione tra le due stragi. Intanto sette detenuti del penitenziario di Manaus sono stati identificati come capi della rivolta. La task force istituita dalla polizia civile dovrebbe concludere l’indagine in trenta giorni. Lo scorso anno in Brasile si sono registrate complessivamente trecentonovantadue morti violente nelle prigioni statali. È quanto emerge da una statistica elaborata sul materiale messo a disposizione da ventisei stati federali. 

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