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Nuova stagione di speranza

· All’udienza generale Benedetto XVI racconta il suo recente viaggio in Africa ·

«In questa fase cruciale per l’intero Continente, la Chiesa in Africa, con il suo impegno al servizio del Vangelo, con la coraggiosa testimonianza di fattiva solidarietà, potrà essere protagonista di una nuova stagione di speranza». Benedetto XVI, riflettendo questa mattina, mercoledì 23 novembre, durante l’udienza generale, sul suo recente viaggio apostolico in Benin, ha inteso ribadire quel futuro di speranza che l’Africa ha davanti a sé.

Il Papa ha ripercorso, passo dopo passo, i momenti dell’«indimenticabile viaggio apostolico», come lo ha lui stesso definito. Con i fedeli presenti nell’Aula Paolo VI ha rivissuto «una toccante esperienza di fede» nel cuore di una comunità chiamata a rinnovarsi «per essere sempre più al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace».

Momento focale è stato la consegna dell’esortazione post-sinodale dell’assemblea speciale per l’Africa, svoltasi nell’ottobre del 2009. Il Pontefice ha detto di attendersi ora che le comunità cristiane del continente portino il contributo delle proprie ricchezze spirituali e materiali per camminare, seguendo l’orientamento proposto dal documento, verso la riconciliazione necessaria a costruire questo futuro di speranza. Ha poi ricordato e sottolineato l’importanza dell’incontro con le autorità civili, con il corpo diplomatico e con i capi delle diverse religioni africane. Un’occasione, ha detto, per invitare tutti a cogliere quell’ardente desiderio di libertà e di giustizia che «specialmente in questi ultimi mesi, anima i cuori di numerosi popoli africani» e farsi «seminatori di speranza in ogni realtà e in ogni ambiente».

Un momento straordinario ha quindi definito la grande messa celebrata domenica mattina nello stadio dell’Amicizia a Cotonou, per la consegna del documento sinodale, durante la quale ha rinnovato «l’appello a essere costruttori instancabili di comunione, di pace e di solidarietà». Ha quindi ricordato la commozione provata nel foyer «Pace e gioia», dove ha incontrato i piccoli malati e abbandonati. Commozione ma anche gioia, ha detto, nel trovarsi circondato dall’affetto di quei bambini festosi che lo hanno accolto nella parrocchia di Santa Rita. Entusiasmo riscontrato anche tra i seminaristi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i laici «convenuti in gran numero» nel seminario di Ouidah. «Un segno di sicura speranza — ha commentato — per il futuro della Chiesa in Benin».

Infine il Pontefice si è soffermato sull’incontro con i vescovi del Paese, durante il quale — ha spiegato — si è discusso sul futuro della Chiesa in questo grande continente, le cui basi dovranno fondarsi su quella «freschezza del sì alla vita», del «senso religioso e della speranza» manifestati soprattutto dalle nuove generazioni. Su di loro la Chiesa può contare, ha concluso, come «una riserva di vita e di vitalità».

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