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Nuova sentenza a favore
degli enti religiosi negli Stati Uniti

· ​Sul pagamento dei servizi abortivi ai dipendenti ·

Washington, 10. Nuova sentenza favorevole a quanti negli Stati Uniti si oppongono, per motivi religiosi, a pagare i servizi abortivi ai propri dipendenti, come sarebbe prescritto dalla riforma sanitaria introdotta dal presidente Obama. 

 La Corte suprema degli Stati Uniti

La Corte Suprema, lunedì, ha deciso infatti di ribaltare una precedente decisione del tribunale che aveva invece confermato tale obbligo a carico dell’Università di Notre Dame. Già nel giugno dello scorso anno, la stessa Corte aveva esentato la nota catena di negozi «Hobby Lobby», che aveva presentato un analogo ricorso. 

Nel caso dell’Università, il tribunale ha completamente ribaltato la sentenza e ha rinviato il caso alla Corte d’appello federale chiedendo di riconsiderare la decisione. Nelle loro motivazioni i giudici hanno ritenuto che l’esenzione dall’applicazione della riforma sanitaria sia valida tanto per gli enti religiosi quanto per le persone fisiche che gestiscono imprese: un datore di lavoro non è tenuto a pagare i contraccettivi o servizi e farmaci abortivi se ciò si scontra con le proprie convinzioni religiose. Secondo l’avvocato Mark Rienzi, che ha difeso l’università cattolica di fronte alla Corte Suprema, si tratta di un esito fondamentale: «La decisione precedente sul caso di Notre Dame era ormai la pietra angolare sulla quale si fondavano tutti gli sforzi del Governo per costringere gli enti religiosi a scegliere se violare il loro credo o pagare una forte multa».

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