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Nuova raffica di attentati a Baghdad

· Oltre sessanta morti e centinaia di feriti in un Iraq senza pace ·

Ancora una giornata segnata dalle violenze in Iraq. È di almeno 66 morti il bilancio di una serie di attentati suicidi che hanno scosso ieri il Paese mediorientale. Il maggior numero di vittime si conta a Baghdad, almeno 44, per l’esplosione di nove autobombe in diversi quartieri della capitale. A fornire il drammatico bilancio sono state fonti mediche.

Due vetture imbottite di esplosivo sono state fatte saltare in aria nella via Sinaa, al centro di Baghdad, altre due nel quartiere Husseiniyah, mentre le ultime cinque nelle zone di Baghdad Al Jadida, Maamal (est), e a Dura Shorta Al Rabea (sud). Altre vittime si sono registrate a Tuz Khurmatu, a sud della capitale, dove un attentatore suicida si è fatto saltare in aria in un caffè, uccidendo 4 persone e ferendone altre 27, e a Mosul, dove hanno perso la vita un bambino e un poliziotto.

Un attentato con 15 morti e 50 feriti ha colpito, sempre ieri, anche il villaggio di Al Mouwaffaqiyah, a est di Mosul nel nord, 350 chilometri dalla capitale. L’area è abitata dalla minoranza Shabak, che conta circa 30.000 membri, e vive al confine con la frontiera turca. L’inviato dell’Onu in Iraq, Nikolai Madlenov, ha condannato l’attacco: «Le Nazioni Unite accordano un’attenzione particolare alla protezione delle minoranze che continuano a soffrire per questi odiosi attacchi che ostacolano la ripresa economica e sociale». L’intensificarsi degli attacchi nella regione di Ninive «richiede un rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza tra il Governo iracheno, le autorità provinciali e il Governo regionale curdo».

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24 ottobre 2019

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