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Nuova missione dell’Onu in Colombia

· ​Dopo il disarmo delle Farc ·

“Le Farc hanno abbandonato le armi. Abbandoniamo l’odio” è lo slogan pacifista colombiano (Afp)

Un nuovo passo avanti verso la risoluzione del conflitto in Colombia è stato compiuto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha approvato all’unanimità una risoluzione che istituisce una seconda missione di pace nel paese. La nuova spedizione seguirà quella ancora in corso e avrà avvio il 26 settembre. La durata sarà di dodici mesi che potranno essere rinnovati. La delegazione italiana, che ha promosso l’iniziativa assieme a altri paesi, si è detta soddisfatta dell’azione «univoca, tempestiva e mirata» del Consiglio di sicurezza, che si pone come «un esempio di flessibilità, efficacia, rispetto delle parti». L’iniziativa, ha detto il rappresentante permanente del governo di Roma, Sebastiano Cardi, conferma il ruolo delle Nazioni Unite come «costruttore di pace». La missione è stata varata a seguito della rinuncia alla lotta armata e della consegna delle armi da parte delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), conclusasi il 30 giugno scorso. Il Consiglio di sicurezza intende in questo modo rassicurare l’organizzazione degli ex guerriglieri, ora disarmata e in una situazione di incertezza sul futuro. In questo modo l’Onu vuole offrire sostegno agli sforzi del governo per l’attuazione degli accordi di pace relativamente alla reintegrazione politica, sociale e economica delle Farc e alla sicurezza degli ex combattenti. La missione lavorerà inoltre a sostegno dei programmi di sicurezza e protezione per le comunità e le organizzazioni sul territorio.

La svolta nel conflitto in Colombia è avvenuta principalmente grazie all’azione del presidente Juan Manuel Santos, che per i risultati raggiunti ha ottenuto il premio Nobel per la pace nel 2016. Alla fine di giugno lo storico leader delle Farc, Timoleón Jiménez, detto Timochenko, ha annunciato il disarmo completo del gruppo e messo fine ufficialmente alla lotta armata contro lo stato centrale. 

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14 dicembre 2018

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