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Nuova illuminazione per la Pietà

Un lavoro non facile, che ha richiesto un’attenta e lunga progettazione, ha permesso alla Fabbrica di San Pietro, avvalendosi della professionalità e del sostegno dell’Azienda iGuzzini, di predisporre un nuovo impianto di illuminazione all’interno della Cappella del Crocifisso, dove, dal 1749, è esposto alla venerazione dei fedeli il celebre gruppo marmoreo della Pietà di Michelangelo. 

Il gruppo marmoreo della Pietà di Michelangelo con la nuova illuminazione  (foto M. Falcioni, © Fabbrica di San Pietro in Vaticano)

«La man che obbedisce all’intelletto», per usare una felice espressione dello stesso Michelangelo, nello scolpire nel candido marmo di Carrara «una Vergine Maria vestita con Cristo morto in braccio, grande quanto sia un homo iusto» — così è scritto sul contratto del 1498 — curò con grande attenzione l’aspetto della luce. Sapeva infatti che il gruppo marmoreo, a lui commissionato dal potente cardinale francese Jean de Bilhères Lagraulas (1429 ca.-1499), doveva essere collocato all’interno di una nicchia, posta, non troppo in alto, dietro l’altare di Santa Petronilla, nella cosiddetta “Cappella del Re di Francia”, che si trovava sul fianco meridionale della basilica vecchia. La Pietà di San Pietro fu quindi pensata per essere esposta in un ambiente non troppo illuminato. L’accurata levigatezza e la finitura del marmo avevano quindi anche lo scopo di far risplendere la scultura “di una luce propria”, anche con la tremolante fiamma di una sola candela.
Nel progettare la nuova illuminazione si è pertanto tenuto conto anche di questa sollecitazione storico-artistica, predisponendo un primo scenario di luce — definito “scultoreo” — teso ad esaltare, mediante una sapiente alternanza di chiaroscuri, i particolari del gruppo marmoreo con una luce morbida e discreta. Probabilmente con una simile illuminazione Giorgio Vasari nell’osservare il capolavoro del ventitreenne Michelangelo, poté affermare: «certo è un miracolo che un sasso, da principio senza forma nessuna, si sia mai ridotto a quella perfezione, che la natura a fatica suol formare nella carne».
Un secondo scenario di luce permette di illuminare di taglio la Pietà, proiettando sull’opera ombre molto marcate. Una luce capace di accendere nell’osservatore emozioni particolarmente forti, che quasi sembrano volerci ricordare gli indimenticati versi del secentesco poeta Giovan Battista Marino: «Sasso non è costei,/ che l’estinto figliuol, freddo qual ghiaccio,/ sostien pietosa in braccio./ Sasso più tosto sei/ tu, che non piagni ala pietà di lei (…)». In antico come oggi, di fronte alla Pietà di San Pietro non è infatti possibile restare indifferenti: quella scultura inevitabilmente accarezza il cuore di chi l’osserva suscitando sentimenti di profonda commozione!
Un terzo scenario è stato ideato per una visione a distanza dell’opera, con valori più alti di luce, che tuttavia evidenziano, mediante fasci luminosi incrociati di diversa intensità, i particolari della scultura definita da Benedetto Varchi nell’orazione funebre per Michelangelo: «non fatta di marmo da mano mortale, ma discesa direttamente dal Paradiso».
Infine si è voluta prevedere la possibilità di accendere contemporaneamente tutti i corpi illuminanti, per facilitare le opere di manutenzione all’interno della cappella.
La nuova illuminazione non ha riguardato soltanto il celebre gruppo marmoreo, ma, in un ricercato e armonico equilibrio, anche gli affreschi della volta realizzati da Giovanni Lanfranco tra il 1629 e il 1632 con l’Esaltazione della Croce e scene della Passione di Cristo. Sono gli unici affreschi della basilica: come è noto, infatti, sulle cupole e sopra gli altari — salvo eccezioni — sono presenti soltanto mosaici per una superficie complessiva di circa 10.000 mq.
Il nuovo impianto utilizza sorgenti Led di ultima generazione, con soluzioni compatte dal minimo ingombro visivo con tonalità bianco calda (pari a 3000 K) ad altissima resa cromatica. L’azienda iGuzzini Illuminazione ha messo a disposizione un sistema di corpi illuminanti, suddivisi in gruppi di accensione, che possono essere regolati in intensità luminosa per consentire di declinare il progetto illuminotecnico nei diversi scenari luminosi a cui si è accennato.
Vogliamo concludere questa notizia sulla nuova illuminazione della Pietà con le parole del cardinale Angelo Comastri, arciprete della Papale Basilica Vaticana e presidente della Fabbrica di San Pietro. «La nuova illuminazione, curata anche da un punto di vista scientifico, permette di ammirare e meglio comprendere il valore universale dell'opera di Michelangelo. La Pietà infatti è la fede di Michelangelo scolpita sul marmo. L'Artista ha voluto evidenziare nel volto giovane di Maria un messaggio sempre attuale: evitare il peccato è l'unica vera cura di bellezza e di perenne giovinezza. L’opera, adesso, si può godere di più».

di Pietro Zander

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20 maggio 2019

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