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Nuova
consapevolezza

· Edifici di culto al Festival mondiale dell’architettura di Singapore ·

L’estetica riscopre l’architettura religiosa: un ritorno, in chiave contemporanea, di quello che accade da secoli, ma con una nuova consapevolezza. Oggi non c’è evento architettonico di ampio respiro che non preveda una sezione dedicata agli edifici di culto. 

La cappella nel complesso Cardedeu  (El Salvador)

La conferma arriva dal Festival mondiale dell’architettura, che si è svolto a Singapore ed è già in cantiere l’edizione di Berlino, mentre cresce l’importanza di premi internazionali ad hoc, come quelli assegnati dal magazine «Faith & Form». Manifestazioni sempre più seguite, non soltanto dagli addetti del settore, perché sono anche un momento di confronto religioso, in cui le diverse fedi sono tutte sullo stesso piano e non esistono scontri di religione. Lo scrive Simona Verrazzo aggiungendo che in questo vasto ambito, ci sono edifici diventati delle vere e proprie icone architettoniche contemporanee, tra cui anche alcune chiese. Una di queste è la cappella nel complesso Cardedeu, sul Lago Coatepeque, in El Salvador. Ribattezzata “chiesa-cornice”, presenta un’architettura essenziale e imponente allo stesso tempo: un trapezio di cemento armato aperto, che — con angolazioni diverse — incornicia letteralmente il paesaggio circostante. La vista esterna è quella sullo specchio d’acqua e delle montagne che lo circondano, mentre quella interna è un arredo ridotto ai minimi termini, con altare, leggio e panche, tra cui spicca una croce di ferro. A rendere unica la chiesa è il fatto che non esistono il dentro e il fuori, perché non c’è un’entrata e un’uscita, tutto si fonde e ruota attorno al crocifisso. Per la sua originalità rispettosa della natura circostante la cappella di Cardedeu è stata tra i finalisti della categoria edifici religiosi del Festival mondiale dell’architettura, che al primo posto ha visto arrivare la Facoltà di studi islamici del Qatar, a Doha.

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17 agosto 2019

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