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Nubi minacciose sulla penisola coreana

· Tokyo nel mirino dei missili di Pyongyang mentre gli Stati Uniti lanciano un nuovo monito al regime comunista ·

La Corea del Nord sta «scivolando sempre più vicina a una linea pericolosa». È quanto ha detto oggi il segretario alla Difesa statunitense, Chuck Hagel, affermando che «le azioni e le parole dei nordcoreani non stanno aiutando a disinnescare una situazione esplosiva». Parlando con i giornalisti al Pentagono, Hagel ha ribadito che gli Stati Uniti e i loro alleati vogliono che cessi la retorica bellica del regime comunista di Pyongyang ma, ha aggiunto, se questo non dovesse succedere «il nostro Paese è pienamente preparato a rispondere a ogni emergenza, a ogni azioni che la Corea del Nord possa intraprendere o provocazione che possa istigare».

Rimane dunque tesa la situazione nella penisola coereana: l’intelligence di Seoul avverte che la Corea del Nord ha spostato ripetutamente le rampe di lancio di missili Musudan, posizionati sulla costa est del Paese.  Fonti militari della Corea del Sud hanno dichiarato che le manovre militari di Pyongyang hanno come obiettivo quello di depistare le attività di monitoraggio satellitare.  I missili che la Corea del Nord potrebbe lanciare sono Musudan a medio raggio con una gittata di circa 3.500 chilometri, in grado di volare sopra il Giappone, e quindi colpire Tokyo, Osaka e Kyoto. È quanto ha spiegato il ministro degli Esteri sudcoreano, Yun Byuong Se, parlando al Parlamento di Seoul.

Il regime comunista di Pyongyang potrebbe addirittura apprestarsi a lanci “multipli” di missili contro obiettivi nemici, rivela l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, che cita fonti governative riservate secondo cui sono stati avvistati nuovi movimenti di veicoli da trasporto speciali nella provincia nordcoreana di Hamgyong, che si estende lungo la costa est del Paese e dove già si trovano dispiegati almeno due missili Musudan a medio raggio.

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16 dicembre 2019

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