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Novità sul programma nucleare iraniano

Un nuovo invito all’Iran a collaborare con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) per la ripresa dei colloqui sul nucleare è arrivato dal ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, in visita all’Aja. «Esortiamo gli iraniani a lavorare con l’Agenzia, a proseguire il dialogo», ha detto il capo della diplomazia di Mosca durante una conferenza stampa. L’Iran, ieri, secondo la televisione iraniana in lingua araba Al Alam, ha risposto alla lettera dell’alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell’Ue, Catherine Ashton, in merito alla ripresa dei colloqui con il gruppo cinque più uno (i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina; più la Germania) sul programma nucleare.

Il capo negoziatore iraniano, Saeed Jalili, ha fatto recapitare all’alto rappresentante della Politica estera e di sicurezza comune dell’Ue, Catherine Ashton, l’attesa risposta sulla possibile ripresa dei colloqui con il gruppo cinque più uno sul programma nucleare di Teheran. L’Iran vi si dice pronto a partecipare in modo costruttivo.

Sempre ieri il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, ha annunciato le ultime novità sul programma nucleare iraniano, presentate anche in diretta televisiva. Si tratta di centrifughe di nuova generazione per l’arricchimento dell’uranio installate nell’impianto di Natanz, prodotte in Iran e tre volte più potenti di quelle esistenti, ha detto il capo dell’Organizzazione iraniana dell’energia atomica (Oiea), Fereydun Abbassi Davani; delle nuove barre di uranio arricchito al 20 per cento, sempre prodotte localmente, e introdotte ieri nel reattore di ricerca di Teheran alla presenza dello stesso presidente; del progetto di quattro nuovi reattori di ricerca destinati alla produzione di radio-isotopi per i malati di cancro, che si aggiungono a quello di Teheran e ad altri già presenti nel Paese; del piano per una nuova fabbrica per la produzione di yellowcake, tappa intermedia nell’arricchimento dell’uranio. A ciò si aggiunge la sottolineatura da parte di Ahmadinejad che l’impianto di Natanz conta ormai 9.000 centrifughe — contro le 8.000 di cui parlava l’ultimo rapporto Aiea a novembre, 6.200 delle quali in attività — e che la capacità iraniana di produrre uranio al 3,5 per cento è ormai aumentata del 50 per cento.

Una raffica di annunci destinati a colpire sul piano mediatico, e soprattutto a comprovare che il programma nucleare di Teheran va avanti per la sua strada, con i suoi dichiarati scopi civili, a dispetto delle nuove sanzioni contro il petrolio e le banche iraniane varate da Stati Uniti e Unione europea negli ultimi due mesi. Annunci che non hanno però impressionato più di tanto Washington. Secondo il portavoce del dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, «non sono così nuovi e così impressionanti».

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21 settembre 2019

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