Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Novanta morti in Sud Sudan

· A causa di scontri tra governativi e ribelli ·

Un soldato del governo sud sudanese in attesa di raggiungere il fronte (Ap)

Non c’è pace per il Sud Sudan. I militari dell’esercito nazionale sud sudanese e i ribelli dell’ex vice presidente Riek Machar si sono affrontati nella zona di Waat, nello stato di Bieh. Il bilancio definitivo parla di circa 90 vittime. Tra i morti ci sono 80 ribelli, 6 civili e 4 militari dell’esercito nazionale. Il Sud Sudan continua a essere segnato, dal 2013, da scontri e violenze che ne minano la già precaria stabilità. Alle origini di questi scontri la rivalità tra il presidente Salva Kir e il suo vice Machar, degenerata in una lotta che ha causato decine di migliaia di morti.

Il paese africano è tra i più poveri e giovani al mondo e ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan nel 2011, dopo decenni di lotta armata contro il governo di Khartoum. Malgrado la presenza di risorse naturali non sfruttate, il paese continua a caratterizzarsi per un’economia di sussistenza e per il suo scarso sviluppo. Le risorse petrolifere, che dovrebbero quasi esaurirsi nel 2035, sono responsabili di oltre il 60 per cento delle entrate del paese.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE