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Nouvelle vogue allo stato puro

· ​La scomparsa della regista belga Agnès Varda ·

È scomparsa, a Parigi, lo scorso 29 marzo Agnès Varda, regista belga e nome importante della Nouvelle vague. Nata il 30 maggio 1928 a Ixelles, è stata sposata con Jacques Demy, altro alfiere della fondamentale corrente francese. Il suo film d’esordio, La pointe courte (1955), dimostra qualità, sicurezza e la volontà di inserirsi in un nuovo linguaggio che ancora non ha un nome, ma i cui prodromi sono già evidenti nelle opere di vari giovani autori. Soprattutto, è un film emblematico dello stile e della poetica della regista: l’interesse per le zone di confine fra documentario e film a soggetto (e ai documentari dedicherà non a caso una lunga filmografia parallela), fra racconto di individui e racconto di una comunità; l’attenzione per il neorealismo, soprattutto quello di stampo viscontiano, da incanalare in un nuovo contesto espressivo; la voglia di sperimentare sull’uso del tempo. Caratteristica, quest’ultima, che sarà alla base del suo capolavoro, Cleo dalle 5 alle 7 (“Cléo de 5 à 7”, 1962), Nouvelle vague allo stato puro non soltanto perché si parla di temi delicati con la levità tipica di Godard e compagni, ma anche perché, più sottilmente, quelle due ore d’intervallo del titolo, che coincidono grosso modo non solo con la durata del film, ma di tutti i film, innalzano il mondo cinematografico a mondo reale, e testimoniano dunque una cieca fiducia nella capacità del grande schermo di catturare la verità.

Con Senza tetto né legge (“Sans toit ni loi”, 1985) arriva la Palma d’oro al festival di Venezia, ma il film è anche la dimostrazione di come la regista ceda a volte agli intellettualismi. Di contro, mantiene per tutta la carriera una libertà d’espressione che nel cinema di oggi — anche quello dei festival — sarebbe impensabile. Film del tutto trascurati, come Kung fu master (1988) o Garage Demy (“Jacquot de Nantes”, 1991), struggente dichiarazione d’amore al marito regista scomparso l’anno prima, testimoniano questa felice attitudine, e non sono inferiori alle sue pellicole più famose.

di Emilio Ranzato

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25 febbraio 2020

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