Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Nota dell’episcopato
venezuelano

· Sulle false accuse all’arcivescovo Peña Parra ·

La presidenza della Conferenza episcopale venezuelana «si sente in dovere di mettere in guardia il popolo cattolico e l’opinione pubblica nazionale e internazionale» riguardo a «una serie di accuse calunniose» contro l’arcivescovo Edgar Peña Parra, sostituto della Segreteria di Stato, originario dell’arcidiocesi di Maracaibo, nello Stato di Zulia.

In una nota del 20 agosto — a firma del presidente José Luis Azuaje Ayala e dei tre vicepresidenti Mario Moronta Rodríguez, Raúl Biord Castillo e José Trinidad Fernández Angulo — i presuli difendono la reputazione dell’arcivescovo, affermando «in modo responsabile» che si tratta di una persona «largamente conosciuta e apprezzata dall’Episcopato venezuelano, dal mondo ecclesiale del nostro Paese, dal suo ambiente regionale e familiare a Zulia», così come nei luoghi dove ha prestato «il suo servizio diplomatico, cosa che ci permette di dare una testimonianza e di garantire sulla sua persona e sul suo servizio alla Chiesa».

I vescovi ricordano che «sono apparse delle segnalazioni e alcune denunce a livello internazionale contro di lui». Queste accuse hanno trovato eco «a livello nazionale e locale nel suo Paese di origine», cosa che ha causato «sorpresa e disagio al mondo cattolico dell’arcidiocesi di Maracaibo, così come in Venezuela, dove è conosciuto e apprezzato per l’importante lavoro ecclesiale e umanitario svolto per trent’anni in diverse parti del mondo, al servizio della Santa Sede».

Rilevando evidenti incongruenze di date e di segnalazioni in alcune delle accuse, i presuli affermano che «quanti hanno diffuso in Europa e in altre parti del mondo» queste «falsità», pur sembrando in apparenza «al servizio della verità», nascondono in realtà «altri fini». Non solo attaccano una persona, ma «intendono screditare l’istituzione e minare la credibilità di Papa Francesco, creando dubbi, facendo notare che il suo magistero e le sue azioni sono segnate dalla scelta non corretta dei suoi collaboratori». Per questo, coloro che agiscono in questo modo «intendono delegittimare chi ha chiaramente affermato che l’impoverimento della maggioranza» della popolazione mondiale e «la distruzione della casa comune affonda le sue radici in un’economia sfrenata e priva di umanità».

Questa circostanza li lega «ad alcuni gruppi che cercano di ignorare il valore morale del magistero pontificio, poiché il loro intento è un altro». Fa male inoltre, sottolineano i vescovi, che a questi «si aggiungano fattori interni che si prestano a tali scopi in modo irresponsabile e che sono lontani dalle esigenze etiche che devono risplendere in ogni credente». Papa Francesco, aggiungono, «ci ha insegnato che le differenze si risolvono attraverso il dialogo, attraverso la cultura dell’incontro, non attraverso la denigrazione». Da qui l’invito ai credenti a ricorrere alla preghiera sincera, «alla misericordia che condivide luci e ombre, senza rifuggire dall’indagine e dal chiarimento, con prove convincenti e non semplicemente con dichiarazioni infondate, di qualsiasi fatto che danneggi la dignità dell’essere umano e della Chiesa come serva dell’umanità».

Inoltre, c’è bisogno «di un serio discernimento per non essere ingannati da coloro che non cercano la verità o la trasparenza, ma altri fini». Per questo, i presuli ribadiscono «l’adesione chiara e sincera al Santo Padre Francesco, alla sua persona e al suo ministero, e lo accompagniamo nel dolore che ferisce, ma non piega, dinanzi all’annuncio gioioso del Vangelo e al coraggio di affrontare le riforme che consentano di avere una personalità morale più grande a chi ha preso sul serio le sfide per superarle». Come Conferenza episcopale i vescovi chiedono al Signore e alla Vergine di benedire il ministero dell’arcivescovo Peña Parra, affinché gli venga concessa «la pace e la serenità perché la sua dedizione quotidiana sia più gioiosa per il bene di tutti», e continui, in collaborazione con il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, ad aiutare Papa Francesco «nella sua missione di essere luce e sale in mezzo a un mondo travagliato da situazioni che richiedono la guarigione delle ferite e l’apertura di strade di pace e comprensione».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

13 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE