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al diritto internazionale

· ​Inaugurato l’anno giudiziario del Tribunale vaticano ·

«Canonizzazione del diritto internazionale e comunitario». È l’espressione coniata da Gian Piero Milano, promotore di Giustizia del Tribunale, per illustrare il nuovo cammino intrapreso dall’ordinamento giudiziario dello Stato della Città del Vaticano con le più recenti iniziative legislative adottate a Papa Francesco.

Inaugurando questa mattina, sabato 16 febbraio, il novantesimo anno giudiziario, presso l’Aula vecchia del Sinodo, Milano ha voluto sottolineare il progredire del processo di internazionalizzazione dello Stato vaticano pur mantenendo saldi i principi fondanti. Ed è questa una caratteristica precisa che Milano ha evidenziato, chiarendo che adoperare questa particolare e innovativa espressione lessicale non vuol dire rinunciare a un aspetto essenziale dell’ordinamento e delle attività istituzionali in cui si esprime l’ordinamento; dunque, anche nell’aprirsi alle esperienze giuridiche contemporanee, esso «si mantiene ancorato alla propria identità e alle matrici ideali che la compongono, e che hanno l’apice nei principi del diritto divino penetrati e storicizzati nell’ordinamento canonico».

Un valore gelosamente custodito nei novant’anni dall’istituzione della prima legislazione vaticana — un traguardo celebrato proprio in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno giudiziario — e riproposto nel 2018, anno che ha segnato la conclusione di un quinquennio di profondi mutamenti avviati nel luglio 2013, a pochi mesi dall’inizio del pontificato di Papa Francesco, e che costituiscono, secondo Milani, «una linea di demarcazione, un tornante nello sviluppo della legislazione dello Stato».

Cambiamenti che il promotore di Giustizia ha posto in evidenza dopo un rapido excursus delle innovazioni iniziate da Benedetto XVI e proseguite da Francesco. In particolare si è riferito alle leggi n. VIII e IX dell’11 luglio 2013 riguardanti «norme complementari in materia penale», dove vengono configurati, tra i delitti contro la persona, la discriminazione razziale in tutte le sue declinazioni e i delitti contro i minori, vengono previsti e sanzionati la vendita, l’induzione o la gestione della prostituzione minorile, la violenza sessuale, con aggravio di pena se compiuta in danno di inferiori ai quattordici anni, gli atti sessuali con minori, la pedopornografia, la detenzione o scambio o trasmissione in varie forme di materiali a essa riferibili, l’arruolamento di minori.

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