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Nonostante tutto,
uno sguardo di speranza

· È morto il poeta messicano José Emilio Pacheco ·

Cantore della speranza, non è una qualifica che possono vantare molti scrittori, per grandi che siano, celebrati anche più di José Emilio Pacheco, settantaquattrenne poeta messicano scomparso il 26 gennaio dopo un trauma cranico riportato in seguito a un incidente.

Nonostante i suoi versi siano intrisi di desolazione, tra epigramma e ironia, essi coltivano infatti una costante apertura verso il futuro, uno sguardo di fiducia conscia di tutte le ardue attualità e le non confortanti prospettive.

Dopo i colpi che alla poesia derivarono dalle varie repressioni dittatoriali in latitudini ispano-americane, finiti gli incubi ma presentificate le vittime, la produzione lirica in genere, pur avvertendo una vigorosa ripresa, si rivelò segnata da inquietudini ideologiche e formali. In Messico, con José Sabines e José Pacheco e, tra altri, con Aridijs e Segovia. Quella di Pacheco, detta la “generazione degli anni Cinquanta”, veniva rinnovando profondamente ispirazioni e temi, contribuendo a modernizzare il Paese che, dal canto suo, avrebbe proceduto socialmente ed economicamente. Tanto che il Premio Cervantes, tra i massimi riconoscimenti mondiali in campo letterario, lo avrebbe consacrato nel 2009 con retrospettivo recupero di riconoscenza e stima («José Emilio Pacheco — fu detto nella circostanza da Carlos Fuente, un grande suo pari — merecia el premio Cervantes desde que nació»)

Claudio Toscani

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21 settembre 2019

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