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Nonostante
il vento contrario

· ​Il vescovo di Assiut dei Copti sulle speranze dei cristiani in Egitto ·

Per l’Egitto resta forte la speranza nonostante i venti contrari che da tempo soffiano sul Paese: è il pensiero e l’augurio di Kyrillos William, vescovo di Assiut dei Copti, che in questi giorni è a Roma insieme a una delegazione di egiziani per partecipare all’udienza generale di Papa Francesco. Gli abbiamo chiesto come è oggi la vita dei cristiani in Egitto, qual è la situazione nel Paese, ma anche un commento sull’apertura alla strada dell’ecumenismo mostrata dal patriarca copto ortodosso Tawadros ii. Ne è venuto fuori il racconto di un Egitto che sta facendo grandi passi in avanti senza però minimizzare i problemi che pure esistono come la corruzione e una situazione economica quasi al collasso. «I cristiani avevano una terribile paura per l’atteggiamento dei Fratelli musulmani sulla libertà religiosa e per il loro disegno di islamizzare tutta la società e di dare nuova vita al califfato. Quale posizione avrebbero potuto mai avere i cristiani in questo Stato islamico?». 

Oggi, dice il presule, un cambiamento è avviato. «Quando il presidente Al Sisi fa dei gesti concreti nei confronti delle minoranze lancia un segnale a tutti e speriamo che nel futuro le cose possano ancora migliorare. Non si può negare che ancora esiste una mentalità che considera i cristiani come persone di seconda categoria. Ci sono influssi di estremisti che non vogliono che vengano costruite le chiese, che non vogliono i cristiani in posti importanti. È capitato ultimamente a Beni Mazar, nel governatorato di Al-Minya, dove una donna cristiana è diventata direttrice di una scuola perché era il suo turno e alcuni estremisti hanno incitato le ragazze dell’istituto a fare delle dimostrazioni per bloccare la nomina. Ad Al-Minya continuano i rapimenti di minorenni per convertirle all’islam o per chiedere un riscatto. Rispetto al passato i casi sono diminuiti, ma ancora ci sono. Allo stesso tempo, però, c’è una volontà autentica da parte della stragrande maggioranza degli egiziani di combattere questo modo di pensare e di agire. E oggi le prediche del venerdì iniziano a essere un po’ più moderate: non si insultano più cristiani ed ebrei, ma c’è sempre una dose di ostilità che durerà ancora perché è difficile cambiare da un giorno all’altro».

di Rossella Fabiani

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18 marzo 2019

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