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No a un paese
dai cuori duri

· I vescovi statunitensi sulle politiche migratorie ·

Le politiche migratorie e il ruolo dei cristiani e dei vescovi in questo particolare momento storico per gli Stati Uniti sono stati i primi temi sui quali la Conferenza episcopale ha focalizzato la sua attenzione in occasione dei lavori della sessione di primavera in corso di svolgimento a Fort Lauderdale, in Florida. Durante i lavori, i presuli hanno approvato l’aggiornamento del documento sull’impegno politico da integrare con i suggerimenti pastorali di Papa Francesco. Si tratta del Forming Consciences for Faithful Citizenship” (Formare le coscienze per una cittadinanza fedele), la guida alla partecipazione democratica dei cattolici statunitensi.

A seguito dell’intervento del presidente dei vescovi, cardinale Daniel N. DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston, e della presa di posizione della Conferenza episcopale, il cardinale Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark, ha affermato che «osservando la nuova politica attuata ai confini assistiamo a una cardiosclerosi, a un indurimento del cuore americano e a un pressante invito a indurire ulteriormente i nostri cuori». Il cardinale Tobin ha suggerito all’assemblea di inviare una delegazione di vescovi al confine «per ispezionare le strutture di detenzione dove vengono tenuti i bambini, come segno della nostra preoccupazione pastorale e della nostra protesta».

La proposta ha ricevuto il plauso di parecchi presuli che hanno aggiunto la necessità di coinvolgere maggiormente i membri del Congresso statunitense nello stilare una riforma globale sull’immigrazione e sui cosiddetti “dreamers”, i circa ottocentomila giovani adulti che sono stati portati negli Stati Uniti come bambini e che vivono da mesi in un limbo in attesa che una norma restituisca a loro uno status di residenza legale.

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23 novembre 2019

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