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Non tacciono le armi

· L’Alto commissario Onu per i diritti umani denuncia crimini di guerra ·

Rinnovati appelli a rispettare la tregua in Siria

«Stiamo assistendo a crimini di guerra e, forse, anche crimini contro l’umanità». Sono parole dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ràad Al Hussein, pronunciate ieri, al Consiglio dell’Onu a Ginevra, a proposito della situazione nell’area del Ghouta orientale e — ha sottolineato — in altre parti della Siria. 

La sessione urgente del Consiglio dei diritti umani era stata chiesta dalla Gran Bretagna ma il voto su una risoluzione proposta da Londra è stato rinviato a lunedì. Il sobborgo a est di Damasco è fuori dal controllo governativo praticamente dall’inizio del conflitto e nelle ultime settimane è stato pesantemente bombardato dall’esercito del presidente Bashar al Assad. Sabato scorso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha votato la risoluzione che prevede il cessate il fuoco di un mese, mentre da martedì è in atto una tregua umanitaria di cinque ore al giorno annunciata dalla Russia. Negli ultimi dodici giorni nel Ghouta orientale hanno perso la vita sotto le bombe almeno 674 civili, tra cui molti bambini.

Ieri, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il capo dello stato francese, Emmanuel Macron, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con un giro di telefonate hanno voluto ribadire l’appello a fermare le armi rivolto sia alla Siria che alla Russia, sua alleata. A Damasco hanno chiesto che «rispetti pienamente la tregua immediata» prevista dalla risoluzione dell’Onu. A Mosca hanno chiesto di «mettere fine alla sua partecipazione al bombardamento dell’area di Ghouta orientale» e di «sollecitare il regime di Assad a interrompere le operazioni offensive contro i distretti civili».

Da parte sua, il governo siriano ha affermato di aver fatto tutto il possibile per consentire l’evacuazione dei civili attraverso un «corridoio umanitario», accusando i «terroristi», cioè i gruppi ribelli, di avere bombardato con mortai il valico predisposto per questo. E la Russia ricorda che ci sono anche gli attacchi con razzi e mortai compiuti dagli insorti contro la capitale, sottolineando che negli ultimi giorni sono costati la vita a 32 civili.

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20 marzo 2019

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