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La Bibbia in farsi

· Vi hanno lavorato per diciotto anni una trentina di specialisti ·

Quella presentata nelle settimane scorse a Londra non è solo la prima Bibbia integralmente tradotta in persiano moderno (la lingua farsi). È il racconto di un progetto coraggioso, una straordinaria testimonianza di fede. Elam Ministries e Wycliffe Bible Translators, gli editori che vi hanno lavorato per diciotto anni, l’hanno chiamato «The Michaelian Project», in onore del pastore presbiteriano Tateos Michaelian, presidente del Consiglio dei ministri protestanti in Iran e traduttore illustre di numerosi libri cristiani in persiano, assassinato nel 1994 a Teheran per il suo impegno a favore della libertà religiosa. Appena un mese prima era stato chiamato a guidare questo nuovo lavoro di traduzione.

Non a caso la prima copia è stata consegnata da Sam Yeghnazar, fondatore e direttore di Elam Ministries, nelle mani della vedova di Michaelian, Juliet, e alla cerimonia — che ha riunito cinquecento persone provenienti da quaranta Paesi — erano presenti familiari e amici di altri martiri cristiani iraniani, come Rashin, figlio del reverendo Hossein Soodmand, impiccato nel carcere di Mashhad nel 1990. Una storia a parte quella di Rashid, che a 13 anni, devastato dalla morte del padre, ha deciso di proseguire la sua missione consacrando la propria vita a Gesù e condividendo la Parola di Dio con gli altri. Arrivò a scrivere i versi del Vangelo a mano su dei foglietti e a lasciarli nei taxi, nei ristoranti, nelle sale di attesa degli ospedali, affinché tutti li leggessero.
La Bibbia completa (nel luglio 2003 era stato pubblicato il Nuovo Testamento) è già uscita nel Regno Unito, in Turchia e in altre nazioni. L’obiettivo è stamparne 300.000 copie nei prossimi tre anni con la volontà di raggiungere i tanti cristiani iraniani che vivono all’estero e di fare nuovi discepoli in patria.

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15 ottobre 2019

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