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Non solo numeri

· Negli ultimi tre giorni circa seimila migranti hanno raggiunto le coste italiane in condizioni disumane ·

Palazzo Chigi chiede l’intervento Ue sulla gestione austriaca del passaggio del Brennero

C’è grande attesa per il viaggio di Papa Francesco che domani, sabato, si recherà, insieme al Patriarca ecumenico Bartolomeo e all’arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Hyeronimos ii, sull’isola greca di Lesbo per incontrare i migranti e pregare con loro. «Un gesto semplice e forte» l’ha definito oggi il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, sottolineando che «il Papa ha più volte richiamato l’Unione europea a un ruolo diverso».

A dimostrare la necessità del viaggio del Papa sono in primo luogo i numeri dell’emergenza. Sono circa 6.000 i profughi arrivati sulle coste italiane negli ultimi cinque giorni in condizioni disumane, stando ai dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Numeri che sono destinati ad aumentare nelle prossime ore. «Questa settimana quasi tutti gli arrivi sono stati registrati in Italia» ha affermato un portavoce dell’organizzazione con sede a Ginevra. Solo 174 migranti sono stati registrati in Grecia. Cambiano dunque le direzioni dei flussi, ma non la loro vastità. E intanto, dalla Siria arrivano nuove ondate di profughi che scappano dal peggior conflitto dei nostri tempi. Nelle ultime 48 ore, calcola Human Right Watch, sono almeno trentamila i nuovi sfollati causati dai combattimenti tra i jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is) e le forze governative, e che si stanno riversando sul confine turco. Ma non è tutto. In Sicilia — stando ai dati delle organizzazioni che lavorano nelle strutture di accoglienza — ci sono almeno quattromila bambini migranti non accompagnati, abbandonati a loro stessi, e che rischiano di essere rimandati indietro. E continuano ad arrivare: oggi a Messina sono sbarcate almeno 350 persone, tra le quali molti minori.

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