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Non siamo guachos

· Come parla Jorge Mario Bergoglio ·

Guacho è un termine molto diffuso in Argentina, e ben radicato nella tradizione orale. È un paronimo di gaucho, cioè — come recita il dizionario della lingua italiana Sabatini-Coletti — «una parola di significato diverso da un’altra, ma simile nella forma, per cui si può supporre erroneamente un rapporto di derivazione etimologica». 

Erika Nelson, «Madonna and Child»

Lo scrive Jorge Milia inun articolo, che anticipiamo nella traduzione dallo spagnolo di Mariana Gabriela Janún, in uscita sul sito internet di Alver Metalli «Terre d’America». In questo caso guacho non designa il mandriano delle pampas argentine, e nemmeno il contadino che vive isolato nel suo páramo, come invece è nell’uso squisitamente letterario. Scavando a fondo oltre la coltre immediata, il termine ha assunto nel corso del tempo una certa equivalenza con orfano, e anche se in origine la parola era usata solamente in riferimento al cucciolo di animale quando viene separato dalla propria madre, o dall’uomo come accade nell’allevamento dei vitelli (l’attività di cria, la chiamano gli argentini), poi il significato è andato cambiando fino ad assumere la forma figurata che estende il concetto anche agli esseri umani.

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24 luglio 2019

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