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Non si sblocca il negoziato sulla Siria

· ​Nulla di fatto nei colloqui a Ginevra mentre Mosca accusa Washington ·

Si chiudono senza risultati gli ultimi negoziati sulla Siria a Ginevra, dopo quattro giorni d’intensi colloqui, mentre i combattimenti sul terreno non conoscono tregua. Questa mattina il Cremlino ha attaccato Washington a causa del recente raid statunitense che ha colpito un convoglio militare siriano nel sud del paese.

L’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha concluso ieri a Ginevra il sesto round di colloqui indiretti tra le delegazioni del governo e dell’opposizione del paese in conflitto. Durato solo quattro giorni come previsto, il round ha consentito di «approfondire il processo» ha detto de Mistura. Ma non sono segnalati progressi significativi. Il sesto round ha registrato l’introduzione da parte dell’inviato delle Nazioni Unite di un processo tecnico a livello di esperti per affrontare le questioni costituzionali e legali sulla base di un documento interno dell’Onu. «Non intendiamo e non prevediamo di scrivere la bozza della nuova costituzione. Questo spetta ai siriani» e tale lavoro serve «a preparare il terreno», a identificare i temi complessi e le opzioni affinché «i siriani possano farlo nel contesto di una soluzione politica globale» ha precisato il diplomatico italo-svedese in una conferenza stampa.
Questi incontri di esperti inoltre non sostituiscono i negoziati principali a livello politico sui quattro temi principali dei colloqui (costituzione, governance, elezioni e lotta al terrorismo), ha spiegato de Mistura. In quattro giorni le delegazioni di governo e opposizione — incontrate separatamente da de Mistura — non sono riuscite ad affrontare tutti i quattro temi. Si spera — ha spiegato de Mistura — che questo accada nei prossimi colloqui che dovrebbero tenersi alla fine di giugno.
Intanto, come detto, il clima resta molto teso. La Russia ha accusato Washington per il recente raid che ha colpito un convoglio militare siriano. Ieri il presidente Vladimir Putin ha incontrato i membri del consiglio di sicurezza nazionale. «I partecipanti hanno discusso la crisi siriana prestando particolare attenzione a questo raid statunitense sul territorio siriano avvenuto recentemente. È stato messo in evidenza che tali azioni sono illegittime e complicano significativamente il processo di lancio delle zone di de-escalation (le zone di sicurezza stabilite dall’accordo di Astana) e la soluzione della crisi siriana in generale» ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov riferendo dell’incontro. L’attacco statunitense — secondo il ministro degli esteri Serghiei Lavrov — conferma «l’intenzione di usare l’opposizione e alcuni estremisti, tra cui Jabhat Al Nusra, nella lotta contro il legittimo governo della Siria».
Damasco ha affermato ieri che gli Stati Uniti avrebbero ucciso numerosi soldati siriani in un raid aereo effettuato ieri in una zona desertica vicino ai confini con Giordania e Iraq, mentre la Russia reagisce accusando gli Stati Uniti di avere «violato la sovranità della Siria». Tuttavia Washington ha replicato di avere colpito miliziani lealisti — e quindi non soldati dell’esercito regolare — che cercavano di prendere il controllo di una zona in mano a forze appoggiate dagli stessi statunitensi. 

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