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Non si può credere in Dio
ed essere mafiosi

· ​Il monito del Papa in Sicilia ·

«Non si può credere in Dio ed essere mafiosi». Il monito di Papa Francesco riecheggia nel silenzio della grande spianata del Foro italico, a Palermo, gremita da decine di migliaia di fedeli giunti da tutta l’isola per partecipare alla messa nella memoria liturgica di don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio assassinato venticinque anni fa per mano della mafia. Parole nette e severe rivolte agli uomini della criminalità organizzata, che il Pontefice chiama per ben due volte «fratelli e sorelle» e ai quali chiede con voce ferma: «Convertitevi, cambiate, perché se non fate questo la vostra stessa vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte».

È stato questo il momento più alto della mattinata di sabato 15 settembre, trascorsa dal Papa in terra siciliana sulle orme del sacerdote martire beatificato nel 2013. Il quale, poche settimane prima di cadere sotto i colpi dei sicari, trascorse alcuni giorni a Piazza Armerina, la piccola diocesi dell’entroterra isolano dove Francesco si è recato di prima mattina, incontrando i fedeli in piazza Europa e invitandoli a «riconoscere» e a «toccare» le piaghe della Chiesa e quelle della società, tra le quali ha denunciato il sottosviluppo, lo sfruttamento del lavoratori, la disoccupazione, l’usura. Poi il trasferimento a Palermo per la messa e il successivo pranzo con gli ospiti della missione «Speranza e carità». Nel pomeriggio, in cattedrale, il saluto ai sacerdoti, ai consacrati e ai seminaristi, seguito dall’incontro con i giovani in piazza Politeama.

Il discorso a Piazza Armerina

L’omelia a Palermo

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20 settembre 2019

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