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Non si possono dimenticare
migranti e rifugiati

· Dichiarazione dei vescovi statunitensi ·

Washington, 6. «Delusione» per l’annunciato ritiro degli Stati Uniti dal Global Compact, il patto dell’Onu per migliorare la gestione mondiale di migranti e rifugiati, è stata espressa dall’episcopato statunitense. In una dichiarazione, diffusa anche sul sito della Conferenza episcopale, l’arcivescovo ordinario militare Timothy Broglio, presidente della commissione per la giustizia internazionale e la pace, e il vescovo di Austin, Joe Steve Vásquez, presidente del comitato per la migrazione, hanno manifestato il loro disappunto per la decisione annunciata sabato scorso al palazzo di Vetro di New York dai rappresentanti dell’amministrazione federale presso le Nazioni Unite. Una decisione che i vescovi chiedono di «riconsiderare».

I presuli, infatti, pur ribadendo di riconoscere e rispettare il diritto e la responsabilità di ogni nazione a regolare il fenomeno delle migrazioni sul proprio territorio, non mancano di ricordare che è «obbligo delle nazioni di assicurare i diritti umani a tutti i migranti e le protezioni speciali per i migranti vulnerabili, come i rifugiati, i migranti forzati, le vittime della tratta di esseri umani e le donne e i bambini a rischio». Si tratta di obblighi inerenti alla cosiddetta «solidarietà globale». In questa prospettiva, i vescovi statunitensi ricordano l’adesione alla campagna internazionale «Share the journey», (Condividiamo il viaggio) promossa da Caritas Internationalis e lanciata ufficialmente nel settembre scorso da Papa Francesco.

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18 ottobre 2018

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