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Non si placa
la violenza nello Yemen

· Trenta morti in un raid contro una roccaforte dei ribelli a Sana’a ·

Malgrado gli sforzi delle Nazioni Unite non si placa il conflitto nello Yemen tra le forze lealiste del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale, e i ribelli huthi. E la popolazione civile è sempre più vittima di questa tragica situazione. 

Il fumo su Sana’a provocato  dal raid saudita (Ap)

Nella capitale Sana’a — controllata dal settembre del 2014 dai ribelli huthi — un raid aereo della coalizione a guida saudita ha colpito ieri una sede della polizia. Il bilancio è di almeno trenta morti e altrettanti feriti, secondo quanto hanno reso noto fonti locali. La coalizione lancia quasi quotidianamente raid per colpire i ribelli huthi nella capitale e nel nord dello Yemen. Sempre ieri, un giudice è stato ucciso ad Aden, nel sud del Paese. Secondo quanto riportato dalla polizia, uomini armati non identificati a bordo di una moto hanno aperto il fuoco contro Abdelhadi Mohammed, vicino alla sua abitazione, nel quartiere di Mansoura. L’attentato è l’ultimo di una serie di attacchi contro i responsabili della sicurezza nella città dove i gruppi jihadisti come Al Qaeda nella penisola arabica e il cosiddetto Stato islamico (Is) hanno una forte presenza.

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24 febbraio 2020

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