Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Gli algerini
non lasciano la piazza

· Ancora proteste mentre l’esercito punta il dito contro le ingerenze straniere ·

Non si ferma la protesta in Algeria. Diverse centinaia di persone hanno manifestato anche ieri nel centro della capitale, Algeri, per chiedere le dimissioni del capo dello stato ad interim, il presidente del Consiglio della nazione (l’equivalente del Senato) Abdelkader Bensalah, che ha fissato al 4 luglio le prossime elezioni presidenziali. I dimostranti, riportano le agenzie di stampa internazionali, si sono radunati davanti allo storico edificio della Grande Poste e hanno lanciato slogan contro Bensalah, bollando come «illegale» ogni sua decisione. La manifestazione, pacifica secondo quanto riporta l’emittente televisiva satellitare al-Arabiya, è stata dispersa dalle forze dell’ordine con i gas lacrimogeni e i cannoni ad acqua. Nei disordini, almeno 27 agenti sono rimasti feriti in modo non grave, mentre oltre cento dimostranti sono stati tratti in arresto. Le proteste contro il governo si svolgono ogni venerdì da almeno due mesi.

Le elezioni del 4 luglio saranno le prime dalla fine dell’era del presidente Abdelaziz Bouteflika, al potere dal 1999, che lo scorso 2 aprile, dopo settimane di aspre proteste di piazza, ha ceduto alle pressioni dei militari rassegnando le dimissioni. Il voto doveva tenersi inizialmente il 18 aprile, ma è a stato rinviato per le sempre più massicce proteste contro la candidatura dello stesso Bouteflika a un quinto mandato. La nomina di Bensalah come presidente ad interim per un periodo di novanta giorni, come previsto dall’articolo 102 della Costituzione algerina non ha, però, placato la piazza algerina, che chiede a gran voce un cambiamento dell’intero «sistema di potere» nel paese nordafricano. Inoltre, Bensalah, 77 anni, è ritenuto troppo legato all’apparato di potere costruito dallo stesso Bouteflika nel corso degli anni. Riguardo al voto, è intervenuto l’influente capo di stato maggiore dell’esercito e vice ministro della difesa, il generale Ahmed Gaid Saleh. In un discorso pubblico a Oran, Saleh il generale ha puntato il dito contro «i tentativi da parte di alcuni soggetti stranieri, che spingono alcuni individui verso il centro della scena, imponendoli come rappresentanti del popolo per guidare la fase di transizione». Tali tentativi, ha concluso Saleh, hanno come obiettivo quello di «destabilizzare l’Algeria».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE