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Inferno alle porte di Damasco

· Oltre seicento civili morti nei raid sul Ghouta orientale ·

Mosca accusa i ribelli mentre Parigi punta il dito contro Assad

È un inferno senza precedenti quello che stanno vivendo i civili intrappolati nei combattimenti in corso nel Ghouta orientale, regione alle porte di Damasco. 

I palazzi distrutti nel Ghouta orientale e in lontananza la linea del fronte (Afp)

Gli ultimi bilanci diffusi dai media parlano di oltre seicento civili morti nelle ultime settimane a causa degli incessanti raid aerei e dei bombardamenti. Fonti vicine ai ribelli affermano inoltre che tra le vittime ci sarebbero almeno 147 bambini. Secondo i più recenti dispacci militari, le forze di Damasco stanno guadagnando terreno. Nella notte i soldati di Assad sono riusciti ad entrare nella zona di Housh Al Zawahira dopo intensi scontri con i miliziani di Jaish Al Islam, la principale fazione ribelle attiva nella zona. Si conta che — in base ai rapporti dell’Onu — vi siano almeno 400.000 civili intrappolati nelle zone di combattimento. Mancano di tutto, dal cibo alle medicine, dall’acqua potabile all’energia elettrica. Finora tutti i tentativi di stabilire un cessate il fuoco — prima con una risoluzione dell’Onu poi con la tregua umanitaria giornaliera di cinque ore decisa dal Cremlino — non hanno sortito alcun effetto. Dura la posizione di Mosca, che punta esplicitamente il dito contro i ribelli. «La Russia non ha intenzione di tollerare all’infinito i bombardamenti dei ribelli dal Ghouta est» ha dichiarato ieri il presidente russo, Vladimir Putin, in una conferenza stampa a Mosca, al termine di colloqui con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. «Da lì costantemente si spara. In certi giorni colpi di razzi e di mortaio arrivano a 80 al giorno. I proiettili colpiscono perfino il territorio dell’ambasciata della Russia e della rappresentanza commerciale» ha detto il leader del Cremlino. Non è un mistero che Mosca sostenga il presidente Assad, considerandolo un alleato fondamentale nella lotta contro i terroristi del sedicente stato islamico (Is). Diversa la posizione della diplomazia europea. La Francia esorta gli alleati del regime di Damasco ad esercitare «la massima pressione» sul presidente Bashir Al Assad «perché rispetti la tregua nel Ghouta orientale, secondo quanto previsto dalla risoluzione dell’Onu».

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26 maggio 2019

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