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Incessante esodo
dei migranti venezuelani

· L’allarme rilanciato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ·

Migranti venezuelani al confine con la Colombia (Reuters)

Il flusso migratorio venezuelano «non cessa e noi dobbiamo fare molto di più per affrontarlo». L’appello è stato lanciato a Buenos Aires dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Filippo Grandi. Al termine di un incontro con il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Thomas Bach, sulla possibilità di presentare una squadra di rifugiati alle prossime Olimpiadi di Tokyo dopo l’esperienza fatta a Rio de Janeiro, Grandi ha spiegato che la sua missione è incentrata «sull’importanza di rafforzare il coordinamento con i quattro paesi di questa regione che ricevono i migranti venezuelani». Siamo di fronte, ha aggiunto, «a una situazione molto complicata. Ci sono molti problemi di documentazione e di inserimento di queste persone in movimento negli ambiti nazionali». A questo riguardo, ha proseguito, sono state «molto positive» le visite effettuate in Colombia e in Argentina «dove ci sono almeno 130.000 venezuelani, lontanissimi dal loro paese, che sono stati regolarizzati dal governo». Le prossime tappe della missione di Grandi saranno in Perú e in Ecuador dove saranno valutate misure d’emergenza per fronteggiare la situazione.

Grandi ha poi sottolineato che il Commissariato lavora costantemente anche con le autorità di Caracas «perché, non dimentichiamolo, il Venezuela ospita milioni di colombiani da diversi anni, alcuni dei quali stanno tornando in patria assieme ai venezuelani». Intanto undici dei quattordici paesi che compongono il cosiddetto gruppo di Lima hanno rivolto un pressante appello al governo di Caracas perché svolga una «indagine immediata, imparziale e indipendente, con garanzie internazionali» che possa chiarire i «fatti e le circostanze» che hanno portato alla morte del consigliere comunale dell’opposizione Fernando Albán.

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17 dicembre 2018

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