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Non regge
la tregua a Gaza

· ​Riunito il Consiglio di sicurezza dell’Onu ·

Resta alta la tensione tra Israele e Hamas. Nelle ultime ore, le sirene d’allarme sono tornate a suonare nel sud dello Stato ebraico, dopo il lancio di razzi dalla Striscia, e l’aviazione israeliana ha colpito obiettivi militari del movimento islamico palestinese a Gaza. E i media israeliani danno notizia di diversi raid contro obiettivi di Hamas effettuati tra ieri notte e stamani. Secondo il portale di notizie Ynet, le operazioni sono scattate dopo che un razzo è stato lanciato nella notte contro la zona di Eshkol. Lo stesso sito ha riferito anche di razzi lanciati dalla Striscia di Gaza in direzione della città israeliana di Ashkelon e intercettati dal sistema Iron Dome. Nella notte i militari israeliani hanno confermato di avere colpito diversi «obiettivi terroristici di Hamas», tra cui un campo di addestramento a Rafah e un sito per la produzione di armi a Khan Yunis. Al momento non si hanno notizie di vittime. I consigli municipali delle località israeliane vicine al confine con Gaza, così come nella regione centrale e settentrionale di Israele, hanno aperto i rifugi in attesa di una risposta agli attacchi. Non regge, dunque, la già fragile tregua decretata ieri mattina da Hamas. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanhayu, che ha interrotto la sua visita negli Stati Uniti per tornare in patria proprio per seguire da vicino gli ultimi sviluppi della situazione, ha deciso di inviare altre truppe al confine con la Striscia. E, se occorre, ha fatto sapere di essere pronto a fare entrare l’esercito a Gaza. La decisione di mobilitare ulteriori truppe (una brigata di fanteria, un battaglione di artiglieria e unità di riservisti) è stata presa al termine della riunione di sicurezza presieduta a Tel Aviv da Netanyahu (che è anche ministro della difesa), appena sbarcato dall’aereo che lo ha riportato da Washington. Che la situazione resti molto grave lo ha certificato anche lo stesso Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, riunitosi ieri sera al Palazzo di Vetro di New York proprio con l’obiettivo di evitare ulteriori violenze.

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14 ottobre 2019

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